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SIGNORELLI Luca



Luca Signorelli
(Cortona 1445 ca. - 1523), pittore rinascimentale italiano.

Luca d'Egidio di Ventura, detto Luca da Cortona o più frequentemente Luca Signorelli, fu tra i principali esponenti della scuola umbra, Allievo, secondo le fonti, di Piero della Francesca, dal quale apprende la sua abilità di disegnatore e l'uso che faceva della prospettiva, come dimostrano i suoi primi lavori (figura di San Paolo, dipinto nel 1474, presso la Pinacoteca di Città di Castello), la Madonna col Bambino del Museum of Fine Arts di Boston, quella della collezione Villamarina di Roma e quella dell'Ashmolean Museum di Oxford;  l'Annunciazione di S. Francesco d'Arezzo e la Madonna del latte e la Flagellazione di Brera (del 1508), opere che già in parte rivelano la conoscenza del Pollaiolo e di Filippo Lippi, di fatto il successivo percorso dell'artista é tuttavia chiaramente orientato verso l'ambiente fiorentino, con una spiccata preferenza per il dinamismo lineare del Pollaiolo, da quale fece proprio l'attento studio per l'anatomia umana.
Di grande importanza sono anche gli affreschi della sacrestia della Cura (Loreto), Conversione di Saul, e nel 1482 partecipò alla decorazione delle pareti della Cappella Sistina (Testamento e morte di Mosè dove forse ebbe come collaboratori il Perugino e Bartolomeo della Gatta). Con la Pala Vagnucci per il duomo di Perugia (ora nel Museo dell'opera del Duomo), dipinto intorno al 1484, l'artista mostra di aver fatto proprie le proposte più recenti offerte dall'ambiente fiorentino, come le ricerche di Leonardo e il gusto fiammingo diffuso in Toscana soprattutto dopo l'arrivo del "trittico portinari" di Hugo Van der Goes. La sua pala d'altare Madonna col Bambino, quattro santi e tre angeli, realizzata nel 1484 e conservata nella cappella del Duomo di Perugia, rivela una notevole abilità nella resa anatomica.
La sua attività si intensificò nel corso dell'ultimo decennio del secolo, infatti nel 1491 dipinse per la chiesa di S. Agostino e per il duomo di Volterra una Madonna con Bambino e santi e l'Annunciazione (ambedue nella Pinacoteca di Volterra), seguirono l'Adorazione dei Magi (1493-1494; Parigi Louvre), il gonfalone di Urbino (1494; Palazzo Ducale), la Natività (Londra, National Gallery) e alcuni ritratti, come quello di Niccolò Vitelli (Birmingham, Barber Institute of Fine Arts) e il ritratto di giurista, la Visitazione e l'Educazione di Pan (Berlino, Staatliche Mseen), la Circoncisione della National Gallery di Londra, la Sacra Famiglia degli Uffizi; tra il 1497-1498, dipinse a fresco le dieci storie di San Benedetto nel chiostro grande di Monte Oliveto Maggiore; la Madonna di Monaco, la pala di San Cristoforo, già a Siena (1498).
Nell'aprile 1499 iniziò la lavorazione di uno dei suoi capolavori, la decorazione - già intrapresa e subito interrotta nel 1447 dal Beato Angelico e da Benozzo Gozzoli - delle vele nelle volte della cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto, ispirati alla Divina Commedia, raffigurano scene dell'inferno, purgatorio e paradiso, la drammatica Fine del mondo e il Giudizio Universale, dai corpi violentemente contorti e il disegno rigoroso dei nudi; il Giudizio inoltre, molto più imponente e preciso rispetto all'iconografia tradizionale, illustra anche la Storia dell'Anticristo, ispirate ai vangeli apocrifi, alle Rivelazioni di Santa Brigida (pubblicate nel 1492 a Lubecca) e alla Leggenda aurea di Jacopo da Varagine, con chiari riferimenti al Savonarola. Le possenti figure del Signorelli, molto realistiche e dettagliate, influenzarono Michelangelo e Raffaello.
All'esecuzione del ciclo, considerato il capolavoro del maestro parteciparono in larga misura aiuti ed allievi, come del resto avvenne in numerose opere tarde, tra i quali vanno ricordati un Polittico eseguito per la Chiesa di San Medardo di Arcevia (AN) (1508, Milano, Pinacoteca di Brera), la Comunione degli Apostoli, la Concezione e la Lamentazioni sulla morte di Cristo (1502) di Cortona, (Museo diocesano).
In Arcevia l'artista ha dipinto altre opere fra le quali il Battesimo del Salvatore con Dio Padre e San Giovanni Battista (1508) per la fraternita del Crocifisso, oggi in S. Medardo. Nel 1508 eseguì per la cappella Filippini nella chiesa di S. Francesco una Vergine e santi, requisita in periodo napoleonico ed oggi a Brera. Il Signorelli si obbligò inoltre a dipingere per la chiesa di S. Medardo (con atto del 24 giugno 1508) gratis una croce ed un quadro con S. Medardo, dei quali però non resta traccia. Sono da ricordare i maggiori dipinti dell'ultimo ventennio:  la Crocifissione degli Uffizi, gli affreschi di San Crescentino a Morra (1507), il Cristo sorretto dagli Angeli in San Girolamo in Cortona, la Deposizione della Croce di Umbertide e infine, del 1519-1520, la pala della pinacoteca di Arezzo. In questi ultimi dipinti è evidente in parte l'apporto dei numerosi aiuti della sua fiorente bottega. Tra questi sono particolarmente da ricordare Bartolomeo de la Gatta, Tommaso Barnabei detto il Papacello, ma soprattutto Michelangelo Buonarroti.

 

E, trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto.

Luca (23:53)