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VANNUCCI Pietro di Cristoforo detto il Perugino



Pietro di Cristoforo Vannucci detto il Perugino
(Città della Pieve, Perugia 1450 - Fontignano, Perugia 1523), pittore italiano.

Pietro Vannucci detto il Perugino, fondatore della Scuola Umbra, nasce a Città della Pieve nel 1450 e muore di peste a Fontignano di Perugia nel febbraio 1523. Unanimemente considerato il massimo esponente della pittura umbra del XV secolo, il Perugino rappresenta appieno la compagine artistica dell'umanesimo. Pittore di grande fama al tempo suo, ma anche molto criticato da artisti a lui successivi, Perugino inizia presto la sua attività, diventando discepolo di Piero della Francesca. Nel 1472 s'iscrive alla Compagnia di San Luca a Firenze ed entra a far parte della bottega di Andrea del Verrocchio. Qui frequenta Leonardo Da Vinci, suo compagno di studi, a cui per motivi spirituali e caratteriali è spesso assimilato. Nessuna opera di certa attribuzione risulta anteriore al 1478, anno nel quale il pittore affresca la chiesa parrocchiale di Cerqueto, di cui oggi non resta che qualche frammento, rappresentante San Sebastiano. E' la partecipazione alla più grande impresa decorativa del tardo Quattrocento italiano a rappresentare una svolta nella sua attività. Giunto a Roma nel 1479, fra il 1481 e il 1483 - sotto incarico di Sisto IV ed insieme ad artisti del calibro di Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli - affresca la finta pala d'altare della Cappella Sistina, alcuni riquadri con Storie di Mosé e di Cristo, e la celebre Consegna delle chiavi a San Pietro, esempio di espressività e finezza artistica; l'opera è un capolavoro e influenzerà fortemente Raffaello. Questo momento artistico segna l'inizio d'una brillante carriera, procaccia al giovane pittore molti lavori, gli procura una solida fama e denaro sufficiente per quasi tutta la vita. Nel 1485 diviene cittadino onorario di Perugia, per cui prenderà il nome di Perugino. Per assolvere a tutte le commissioni artistiche che gli provengono da ogni parte d'Italia, apre due botteghe, a Firenze e a Perugia, mettendo all'opera il suo talento organizzativo ed imprenditoriale più che quello artistico. Dal 1486 al 1491 lavora a Firenze, ma si sposta molto spesso nel capoluogo umbro, sedi appunto delle due botteghe .Quest'ultima attività, infatti, procede con più lentezza (Isabella d'Este, marchesa di Mantova, aspetta ben 5 anni per il dipinto Lotta fra Amore e Castità) ed il suo stile s'impone in modo pedissequo agli allievi, divenendo presto stanco e un po' di maniera. Questo però non gli impedisce di ottenere fama di "maestro singolare, et maxime in muro" e di essere considerato "il  meglio mastro d'Italia", almeno dai suoi contemporanei. Per assolvere a tutte le commissioni artistiche che gli provengono da ogni parte d'Italia, apre due botteghe, a Firenze e a Perugia, mettendo all'opera il suo talento organizzativo ed imprenditoriale più che quello artistico. Verso la fine del Quattrocento realizza opere per committenti fiorentini, tra le quali la Madonna che appare a San Bernardo (1493), il ritratto di Francesco delle Opere (1494), il Compianto su Cristo Morto (1495), la Crocifissione ad affresco nella chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi (1495-96), la grande pala di Vallombrosa (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1500), il polittico dell'Annunziata (Firenze, Galleria dell'Accademia, 1505-07). Molti anche i committenti umbri: a Perugia dipinge la pala dei Decemviri (1495), i polittici di San Pietro (1496) e Sant'Agostino (1510-20), lo Sposalizio della Vergine per la cappella del Sant'Anello in Duomo (1503-04), gli affreschi nella Sala dell'Udienza del Collegio del Cambio (1498-1500). Molte sue opere sono presenti in altre città, da Bettona a Corciano, da Foligno a Montefalco, per citarne solo alcune. Perugino viaggia molto, si sposta di città in città, forse spinto da quella che il Vasari non esita a definire avidità. Molta della committenza alla fine si stanca dei suoi schemi compositivi, anche per il nascente interesse nei confronti d'una nuova generazione di artisti quali Fra' Bartolomeo e Andrea del Sarto. Trascorre il suo ultimo periodo (1505-1523) maggiormente attraverso l'Umbria, avvalendosi di allievi di gran spessore come Raffaello.  Altre opere degli ultimi anni sono: Trionfo della Castità (Louvre), un dipinto commissionato da Isabella d'Este a Mantova, presso la quale si era stabilito come pittore di corte Lorenzo Costa il Vecchio; la Vergine tra i Santi e L'adorazione dei pastori, sua ultima opera (National Gallery, Londra); e l'Annunciazione (National Gallery of Art, Washington, D.C.).  L'inizio del Cinquecento segna un lento declino per l'artista, che muore di peste nel febbraio del 1523 nel piccolo borgo di Fontignano, lontano dall'amata Firenze come dal successo e dagli onori del passato.

 

Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.

Giovanni (2:22)