produzione



LANFRANCO Giovanni



Giovanni Lanfranco
(Terenzo, Parma 1582 - Roma 1647), pittore italiano.

Giovanni Lanfranco, pittore barocco poco conosciuto al grande pubblico, nasce a Parma da una famiglia di artigiani, probabilmente di una certa agiatezza.  Si forma nella città natale alla scuola di Agostino Carracci, con il quale partecipò alla decorazione del Palazzo del Giardino a Parma. Dopo aver operato in patria, alla morte di Agostino, fu inviato dal duca Ranuccio Farnese a Roma - ove si trasferì - per studiare presso Annibale Carracci e con il quale lavorò per la realizzazione della decorazione della Galleria Farnese e grazie ad Annibale, ebbe - nel 1605 - l'incarico di decorare il Camerino degli Eremiti attiguo a Palazzo Farnese.  Colse pure l'occasione di collaborare con Guido Reni, per la decorazione di San Gregorio al Celio
Il periodo del suo soggiorno romano è stato quello in cui ebbe il suo massimo fulgore, forse anche perchè divenne il pittore preferito di Papa Paolo V Borghese e grazie a questo alto patrocinio, negli anni che vanno dal 1612 al 1634, si trovò ad essere conteso dalle famiglie nobili.   Lanfranco si propose come uno dei massimi protagonisti della scena artistica romana, facendo incetta (e qualcuno glielo rimprovera) delle maggiori commissioni, conseguendo prestigiosi riconoscimenti e lauti guadagni. Il raggiungimento di questo ruolo venne naturalmente favorito anche dall'avvenuta scomparsa di grandi personalità (Annibale Carracci, Caravaggio), dalla partenza di eccelsi maestri (Guido Reni), dalla sconfitta di potenziali rivali (Domenichino).
Tra le opere più importanti troviamo del 1616, la Cappella Bongiovanni, presso la chiesa di S. Agostino; gli affreschi di Palazzo Mattei di Giove, del 1615; il Fregio della Sala Regia del Quirinale, realizzato insieme ad Agostino Tassi, Carlo Saraceni, allo Spadarino e ad altri pittori ad indirizzo naturalistico. Del periodo tra il 1622 e il 1624 riscontriamo  la decorazione della Cappella Sacchetti, in S. Giovanni dei Fiorentini;  l'Assunta della cupola di S. Andrea della Valle, che il pittore eseguì tra il 1623 e il 1628, il suo capolavoro e La Gloria del Paradiso nel catino absidale di S. Carlo ai Catinari, che sono concepite come un turbinoso aggregato di nubi e figure avvolte di penombra, da cui emergono le zone di luce.
La cupola di S. Andrea della Valle di Roma, gli diede grande notorietà e prestigiose commissioni come la decorazione della chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, dove si trasferì dal 1634 al 1647. Sempre a Napoli dipinse i cicli di affreschi per la Certosa di San Martino e rifece la decorazione della cupola di San Gennaro (il Duomo) La Gloria dei Beati, lasciata interrotta dal Domenichino.
Giovanni Lanfranco muore a Roma nel 1647.

 

Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l'avevano messo.

Marco (16:5-6)