MERISI Michelangelo detto CARAVAGGIO



Caravaggio soprannome di Michelangelo Merisi
(Caravaggio o Milano 1573 - Porto Ercole, Grosseto 1610), pittore italiano.

Caravaggio è il soprannome di Michelangelo Merisi, pittore di origine lombarda, figlio di un architetto, maestro della pittura naturalista del XVII secolo. Caravaggio inizia l'apprendistato undicenne, a Milano, presso la scuola di Simone Peterzano e in quegli anni si muove sulle esperienze della pittura lombardo-veneta, in particolare di artisti quali Giovan Gerolamo Savoldo o Giovan Battista Moroni, nei quali compare già un controllo dell’effetto cromatico-luminoso che potremmo definire, a posteriori, di caravaggesca sensibilità. Nel 1593 Caravaggio giunse a Roma per restarvi fino al 1606. Nei primi di questi tredici anni di soggiorno romano l’artista venne incaricato principalmente di dipingere opere con fiori e frutti, ma nel tempo maturò la sua grande cifra stilistica, che lo portò ad essere uno dei maggiori riferimenti di tutta la pittura europea del XVII secolo e oltre.
Se sul versante professionale e artistico la fortuna sembrava ormai arridere al Caravaggio, a Roma condusse una vita sregolata, segnata da episodi non sempre chiari, con una sequela di risse, arresti e rilasci su garanzie di personaggi altolocati. fino a quando, nel maggio del 1606 uccise un ragazzo per un banale litigio.   Infine, a seguito dell'omicidio di un avversario al gioco della pallacorda, Caravaggio fu condannato a morte. Fu quindi costretto a fuggire e cominciò una peregrinazione che si chiuse, quattro anni dopo, con un epilogo non felice. Dopo essersi stabilito per un anno a Napoli, fu costretto a riparare a Malta, onde sfuggire all’estradizione che ne aveva chiesto lo Stato pontificio. Qui rimase per un certo tempo ma poi, per contrasti avuti con l’Ordine dei Cavalieri di Malta, fu costretto a fuggire nuovamente. Si portò in Sicilia dove si spostò tra Siracusa, Messina e Palermo. Nell’ottobre del 1609 fu di nuovo a Napoli e qui, dopo alcuni mesi, fu riconosciuto da alcuni Cavalieri di Malta e ferito in un agguato. Dopo essersi ripreso dalle gravi ferite, fu raggiunto dalla notizia che il papa gli avrebbe perdonato l’omicidio compiuto. Mentre a Roma il cardinale Gonzaga tentava di ottenere per lui la grazia, tenta di dirigersi verso Roma via mare e sbarcò a Porto Ercole. Qui fu arrestato e poi rilasciato dopo due giorni, ma dopo aver constatato che era stato derubato di tutto, il pittore fu preso da forti febbri e morì sulla spiaggia di Porto Ercole il 18 luglio 1610. 
Si concludeva così, a meno di quarant’anni, la vita di uno dei più grandi pittori mai esistiti, che passerà alla storia come il prototipo dell’artista maledetto: il genio che vive la sua vita al di là dei limiti, andando inevitabilmente incontro ad un destino tragico, perché non potrà conciliare diversamente la sua natura umana con la sua prepotente genialità.
Le opere di Caravaggio sono divenute tutte celeberrime, e costituiscono ognuna un’icona stessa dell’arte pittorica, divenute modelli per infinite ispirazioni. Ma, dovendo sintetizzare l’enorme contributo che Caravaggio diede alla pittura europea del suo tempo, due sono i punti di maggior forza ed interesse: il realismo e l’effetto-notte.
La prima grande novità della sua pittura è che Caravaggio non trasfigura mai i suoi soggetti. Se egli prende un ragazzo di strada per farlo posare come modello per un Bacco, nel quadro che realizza, il Bacco rappresentato avrà le fattezze precise del modello: non un’astratta immagine convenzionale che possiamo attribuire al dio greco, ma il ritratto sputato di un ragazzo del primo Seicento.
Nei quadri del periodo giovanile l'arte di Caravaggio si esprime in composizioni fortemente simboliche e allusive, che attraverso la malinconica sensualità dei soggetti evocano uno struggente senso dell'effimero o un drammatico sentimento religioso. I fiori e le nature morte, i particolari dei vasi di vetro, dei capelli e delle unghie sono resi con una precisione minuziosa e con un'attenzione tecnica pari a quella riservata alle figure, molto espressive. Caravaggio non usava mai disegni preparatori, ma dipingeva dal vero prendendo come modelli persone spesso scelte tra il popolo: la natura era la sua privilegiata fonte di esperienza. Di qui l'eccezionale resa delle luci, delle ombre e dei riflessi, che descrivono ogni particolare della fisionomia, ogni espressione, ogni singolo gesto delle figure rappresentate. Intorno al 1596, quando andò a vivere presso il cardinale Del Monte, suo profondo ammiratore e collezionista, Caravaggio diede vita a quadri più complessi, nei quali ancora più esplicitamente viene indagata la psicologia dei personaggi.
Tra le opere del periodo giovanile: Bacchino malato (1591, Galleria Borghese, Roma), Concerto di giovani (1591-92, Metropolitan Museum of Art, New York), eseguito per il cardinale Francesco Maria del Monte, Ragazzo morso da un ramarro (1593, Collezione Longhi, Firenze), le due versioni della Buona ventura (1594, Musei Capitolini, Roma; Louvre, Parigi ) Bacco (1595 ca., Uffizi, Firenze), Canestro di frutta (1596, Pinacoteca Ambrosiana, Milano), Amore vittorioso (1598-99, Staatliche Museen, Berlino), Giuditta e Oloferne (1595-96, Galleria nazionale d'arte antica, Roma).
Realismo: Nei quadri di Caravaggio l’immagine è solo ciò che appare dalla visione: ciò che non si vede non interessa; un’attenzione particolare è sempre riservata alla luce e non poteva essere diversamente visto che egli perseguiva una pittura realista. Ma il dato stilistico che egli inventa è l’abolizione dello sfondo per circondare le immagini di oscurità.  La sua pittura ha un’aderenza così intima e totale alla realtà che con lui, in pratica, nasce il realismo nella pittura moderna. Ne deriva una diversa concezione estetica: l’arte non è più il luogo dove la realtà trova un ordine nuovo basato sulle aspettative di bellezza e perfezione dell’animo umano, ma il luogo dove la realtà ci assale con tutta la sua drammaticità. La vita è il luogo delle contraddizioni: l’arte, perché è finzione, può risolverle e superarle (e questa è la posizione idealista), oppure può semplicemente rappresentarle (e questa è la posizione realista).  Questo realismo così intenso ed esasperato nasceva da una posizione concettuale molto distante dai precetti pittorici rinascimentali. Il pittore non era tenuto a conoscere la geometria precisa (conoscibile solo intellettualmente) dei corpi e dello spazio che rappresentava, ma ad osservare attentamente solo ciò che l’occhio proponeva alla visione. 
Effetto-notte: Le sue figure appaiono grazie a sprazzi di luce: una fiaccola, uno spiraglio di finestra aperta. In questo modo l’immagine che si coglie è solo una parte della realtà: solo quel tanto che la debole illuminazione ci consente di vedere. Il resto rimane avvolto dall’oscurità, ossia dal mistero. È il buio che domina in queste immagini, quasi ad accentuarne la drammaticità. Perché questo buio è una specie di notte calata sul mondo, per assorbirne i lati più gradevoli, e lasciarvi solo paura e terrore.  Il buio è il luogo stesso delle nostre angosce e paure nei confronti di dolori, morte, sofferenze. Le opere di Caravaggio ci riportano proprio a questo territorio: è la pittura più drammatica mai vista fino ad allora, e rappresenta inevitabilmente quella oscurità, fatta di inquisizione e terrore, che sembra calata sulle coscienze dopo l’avvento della Controriforma.
Fanno parte della sua maturità artistica importanti cicli sacri, dei quali troviamo le prime tracce tra il 1597 e il 1598 quando gli vennero commissionati i dipinti per la cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Le tre scene della Vita di San Matteo qui realizzate indicano un grande rinnovamento della pittura religiosa: rappresentando gli episodi sacri come scene di vita quotidiana e ritraendo i personaggi come gente umile e semplice (nella Vocazione di san Matteo, dipinta tra il 1598 e il 1601, Matteo sembra più un contadino che un santo), Caravaggio abbandonò l'iconografia tradizionale, idealizzante, per sostituirvi una visione realistica e fortemente drammatica. L'attenzione ai particolari, tipica della pittura di genere, venne superata per concentrarsi sul messaggio evangelico, senza elementi retorici o meramente ornamentali. Ormai famoso, l'artista ricevette una seconda importante commissione verso il 1601 per Santa Maria del Popolo: la Crocifissione di san Pietro e la Caduta di Saulo (o Conversione di san Paolo).
Quando ebbe necessità di rifugiarsi a Napoli, Caravaggio dipinse nel 1607 le Sette opere di misericordia (chiesa del Pio Monte della Misericordia, Napoli) e la Flagellazione di Cristo. Poi, verso il 1608, fu a Malta. Anche qui ebbe successo e fu investito del titolo di cavaliere dal Gran Maestro Alof de Wignacourt. Nell'isola dipinse la Decollazione del Battista (Duomo, La Valletta), il quadro più grande e l'unico firmato.
Tornato in Italia, fu rinchiuso nel castello di Sant'Angelo a Roma: ma in attesa del processo fugge a Siracusa, dove esegue il Seppellimento di santa Lucia (1608-1609, chiesa di Santa Lucia, Siracusa); l'opera è considerata innovativa soprattutto per la rappresentazione dello spazio: due uomini possenti in primo piano si accingono a coprire di terra il fragile corpo della santa, mentre sullo sfondo nudo e freddo le figure degli astanti appaiono come schiacciate. Da Siracusa Caravaggio si recò a Messina (dove dipinse La resurrezione di Lazzaro, 1609, Museo nazionale, Messina).

Maledetti,
trafitti dalla passione,
l'Amore ci sopravvive
e l'Arte ci rende immortali.

         Johann Wolfgang von Goethe

 

E andate presto a dire ai suoi discepoli: «Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, ve l'ho detto.

Matteo (28:7)