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MARCO di PINO da Siena



Marco di Pino da Siena
(Costalpino Siena 1521 - Napoli 1583), pittore ed architetto italiano.

Marco Pino da Siena, detto anche Marco da Siena, allievo del Beccafumi e ispirato dalle opere di Michelangelo e di Raffaello, fu figura di spicco e centrale nell’arte figurativa meridionale del Cinquecento, che “emigra” dal centro al sud. Infatti egli è nativo di Siena, si spostò a Roma, ma in breve si trasferì a Napoli e vi rimase per tutta la vita. Di lui Vasari disse: “…condottosi a Napoli, si è presa quella città per patria.”, e dove venne definito il maggior rappresentante del secondo manierismo in area meridionale.
Marco Pino esordisce in Toscana e poi lavora, grazie al fertile mercato della Controriforma, a Roma, per lo Stato Pontificio e nel 1546 opera a Roma nella cerchia raffaellesca collaborando con Perin del Vaga al ciclo decorativo delle storie di Alessandro Magno, in Castel Sant’Angelo (1543-47) ed infine dal 1557 a Napoli.  Tra i suoi lavori spiccano una serie di Madonne, gli affreschi della Sala Paolina, le decorazione del palazzo Farnese e di alcune sale Vaticane e una Resurrezione (Roma, Oratorio del Gonfalone) .
A Napoli, nella seconda metà del Cinquecento, diventa un famoso autore di pale d’altare. Da questa sua mirabile capacità, influenzato dalle opere di artisti dai modi tipici della tarda maniera fiorentina, e spagnoli, tanto che hanno fatto supporre di un suo viaggio in Spagna, nasce la sua “firma” che cambierà per sempre tutta l’espressione artistica locale.
La sua carriera arriva a mutare, da pittore ad imprenditore, e le commissioni aumentano: Assunzione e Adorazione dei Magi (1570, Napoli, Santi Severino e Sossio), Conversione di San Paolo (Palermo, Arcivescovado),  Adorazione dei Magi (Napoli, Museo di Capodimonte), un Battesimo di Gesù in San Domenico Maggiore, il Gesù vecchio e il Duomo.
Vi lascio la curiosità e vi invito a non mancare ad un giro che vi porti nella chiesa di Sant’Angelo a Nilo, dove riscontrare la celebre pala del San Michele Arcangelo del 1573.
Nonostante che, alla fine della sua carriera fosse ormai più occupato a smistare i lavori che a farli, Marco da Siena non si smentisce e non perderà mai il suo splendido equilibrio tra “grazia e furia”, dove le sue figure sono manieristicamente distribuite su tutta la tela, e si muovono, si contorcono, si sovrappongono e si confondono; i volti sono atteggiati in maniera quasi caricaturale a sentimenti di pietà, devozione o disperazione.  Per lui avrà anche parole di stima Michelangelo, che in lui vede un discepolo. Lo stesso Michelangelo infatti, lo definirà come: “vero secreto della pittura”.
Altre sue opere le troviamo ad Aversa, alla chiesa SS. Annunziata: sulla parete del transetto destro è collocata la Deposizione di Cristo una tavola del 1571 e la Presentazione al Tempio e alla chiesa-monastero di san Biagio: nella prima cappella a sinistra, sull'altare, c'è la tavola della Pentecoste attribuita a Marco Pino da Siena (tardo '500), ma forse di Giovan Battista Graziano.
Nel Museo di Salerno, tra gli artisti non napoletani va riferita la Maddalena, frammento di una tavola di ampie dimensioni.  Il recupero della tavola risulta di particolare rilievo sia sul piano iconografico che riguardo alla produzione artistica del pittore senese, il quale svolse un ruolo di primaria importanza nella divulgazione, in ambito meridionale, delle formule sperimentate a Roma e rivolte a conciliare l’esemplarità michelangiolesca con le progressive acquisizioni cromatiche di ambito parmense.  La stretta affinità della Maddalena con la medesima raffigurazione presente nel Polittico di Torchiara (1577), mentre consente di ipotizzare anche una vicinanza cronologica tra i due dipinti, permette di inserire convincentemente l’opera nel circuito di tavole prodotte per l’area salernitana, di cui fa parte anche la Crocifissione di Santa Trofimena a Minori.
Nella Quadreria del Comune di Siena troviamo un Martirio di Santi e a Piano di Sorrento, interessante è la Chiesa di San Michele, dove riscontriamo un suo trittico.
A Gragnano, nella Chiesa del Corpus Domini, nella terza cappella di sinistra la Trasfigurazione.
A Napoli, nella Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta una Epifania su tavola da alcuni attribuita all'artista senese.
Ad Acquaformosa, nella chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Battista, patrono di Acquaformosa, costruita nel 1500, sono conservati importanti dipinti attribuiti a Marco Pino Da Siena (fine '500).
Duomo di Avellino: una delle cappelle della navata di destra possiamo trovare un suo dipinto raffigurante l'Adorazione dei Magi, della fine del 1500.

 

Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: 'Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro'»

Giovanni (20:17)