produzione



DELLA ROBBIA Luca



Luca e Andrea Della Robbia
(Firenze 1400 circa -1482) scultore e ceramista italiano.

Luca della Robbia, noto soprattutto come iniziatore della famosa produzione di terrecotte invetriate, è considerato uno dei protagonisti della scultura fiorentina del Quattrocento.
L'ideale umanistico di un purismo classico è costantemente presente nella vastissima produzione di Luca. Il suo linguaggio si forma sulla lezione del Ghiberti, di cui Luca riflette la luminosa scorrevolezza dei ritmi lineari, nonché sul classicismo della tradizione medievale toscana, rinnovato dalle appassionate ricerche di Donatello e di Nanni di Banco; ma risente anche, pur nell'ambito di un ben diverso temperamento, dell'esperienza donatelliana. Sereno edonismo e autentica umanità sono felicemente espressi nei rilievi della Cantoria marmorea del Duomo di Firenze (1431-38, Museo dell'Opera del Duomo), articolati secondo morbidi passaggi in chiaroscuro, in equilibrate rispondenze di ritmi plastici; degli stessi anni (1437-39) sono le cinque formelle con le Arti liberali del campanile di Santa Maria del Fiore, nelle quali emergono chiaramente inflessioni di gusto gotico. Nella porta bronzea per la sagrestia del Duomo di Firenze (1445-69) con la collaborazione di Michelozzo e di Maso di Bartolomeo si ritrova la stessa equilibrata, solenne misura della Cantoria. Intorno al 1440 si collocano le prime documentate applicazioni di rilievi in terracotta colorata (azzurro nei fondi, bianco nelle figure, giallo e verde nei festoni) a complessi architettonici e scultorei: un sistema decorativo che Luca perfezionò tecnicamente, legando elementi plastici e cromatici in una sintesi di costante qualità artistica.
Tra le opere più significative sono "Il Ciborio" (1441-42) attualmente nella Collegiata di Peretola, in marmo e terracotta invetriata, di ispirazione michelozziana; "La Visitazione" in San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia (1445 circa) "I tondi con gli Apostoli" nella Cappella dei Pazzi a Firenze e le lunette con la "Resurrezione" (1442-45) e "L'Ascensione" (1446-51) nel Duomo di Firenze; "Il monumento funebre del vescovo Federighi" ora in Santa Trinità (1454-57) in marmo e terracotta, nonché il più tardo, felicissimo "Soffitto della Cappella del cardinale del Portogallo" in San Miniato al Monte (1461-62). Fra le notissime Madonne col Bambino a mezzo busto, che Luca eseguì nell'intero arco della sua produzione, si ricordano quelle del "Bargello" a Firenze (Madonna di via dell'Agnolo, del roseto, della mela) il cui nucleo poetico consiste nell'esemplare equilibrio fra l'assoluta purezza delle immagini e la loro serena, autentica umanità.
Socio e continuatore di Luca nella bottega di terrecotte invetriate fu il nipote Andrea (Firenze 1435-1525).
Portò a grandissima diffusione l'arte della terracotta invetriata diventando il capobottega dell'officina ereditata da suo zio. La sua vastissima attività, inizialmente vicina a quella del maestro, successivamente si ispirò più alla pittura contemporanea che alla scultura, come la bottega di Verrocchio, quindi sviluppò in seguito un gusto più scoperto e superficiale per gli effetti pittorici ottenuti con la brillantezza dei colori.
Le sue opere, spesso in bicromia bianco/blu, sono sparse nelle chiese e nei palazzi di tutta la Toscana ed in Umbria.
Tra i suoi lavori più notevoli "I Putti" nel portico dello Spedale degli Innocenti a Firenze (1487) i rilievi e le grandi tavole nel Santuario della Verna (Annunciazione e Deposizione) la lunetta con l'Incontro dei santi Francesco e Domenico nella loggia dell'ospedale fiorentino di San Paolo (1490-95) che rispecchia l'adesione di Andrea agli ideali religiosi del Savonarola. A partire dall'ultimo decennio del secolo l'enorme quantità di commesse costrinse Andrea ad avvalersi sempre più di collaboratori: la produzione si "industrializzò" assumendo caratteristiche decorative convenzionali.
Sue sono anche le belle lunette con i bambini che coronano armoniosamente le arcate dello Spedale degli Innocenti. Al Museo del Bargello di Firenze si conservano numerose sua opere, tra cui un Ritratto di fanciulla. Altra sua opera è custodita presso la chiesa di Santa Maria del Gesù a Trapani: la cosiddetta Madonna degli Angeli, commissionatagli dalla famiglia Staiti. Una grandissima pala (320x230 cm) della Natività (1487) si trova a Militello in Val di Catania, presso il Santuario di Santa Maria della Stella. Giunse a Palermo da Pisa via mare in 17 casse, indi fu trasportata coi carri a Militello. Il trasporto costò più del compenso allo scultore.
Tra i cinque figli di Andrea i più noti sono Giovanni, il più talentuoso che proseguì con successo l'attività della bottega di famiglia e Gerolamo.
Giovanni (Firenze 1469-1529) affiancò per vari anni il padre, ed è possibile che gli spettino alcune delle opere attribuite allo stesso Andrea. Suoi lavori sono ricordati nelle chiese fiorentine di Santa Croce e di San Lorenzo (in prevalenza fregi e cornici) e in Santa Maria Novella (lavabo della sagrestia, 1498); tra le parti figurate della sua opera, caratterizzate da una piacevole vena popolaresca, vanno ricordati i rilievi in San Gerolamo a Volterra e la Natività del Bargello (1521).
Alcune sue opere o di bottega sono custodite alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello, tra cui un'Assunzione della Vergine di notevoli dimensioni.
Gerolamo (Firenze 1488 - Parigi 1566) lasciò nel 1517-18 la prospera bottega fiorentina e si trasferì in Francia, dove partecipò fra l'altro alla decorazione di Fontainebleau.
Gli altri figli di Andrea, attivi nello stesso campo, sono: Luca (1475-1550) Marco (1468-1534 circa) e Pierfrancesco (1477-1528).

 

Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni.

Marco (16:9)