BERRUGUETE Pedro detto BERRUGUETE il Vecchio
BerruguetePedro
(Paredes de Nava, 1450 o 1452 – Avila, 1504) è stato un pittore spagnolo.
Mancano notizie circa la sua iniziale formazione in Spagna dove apprese, forse da Fernando Gallego, gli stilemi delle scuole fiamminga e castigliana, abbinati al fasto sontuoso degli ori di provenienza aragonese.
Berruguete realizzò più notoriamente dipinti dei primi anni dell'Inquisizione e di immagini religiose per i retablos castigliani. È considerato da alcuni come il primo pittore rinascimentale in Spagna.
Fu il padre di Alonso Berruguete, considerato il più importante scultore del Manierismo spagnolo. A causa della fama accumulata da Alonso, Pedro Berruguete è talvolta indicato come Berruguete el Viejo ("Berruguete il Vecchio") per differenziare tra i due. Presto Pedro si recò in Italia, ad Urbino, nel 1477 e lavorò alla corte di Federico III da Montefeltro, collaboratore di Melozzo da Forlì, dal quale apprese la robustezza plastica. Il Ritratto di Federico da Montefeltro con il figlio Guidobaldo (1475 circa), oggi alla Galleria nazionale delle Marche (Palazzo ducale di Urbino), è stato attribuito a Berruguete da alcuni storici dell'arte, mentre altri lo attribuiscono al pittore fiammingo Giusto di Gand, che all'epoca lavorava nella città urbinate e che è un altro forte candidato per essergli stato maestro e per il quale si fece carico di completare il suo lavoro nella decorazione dello studiolo del duca di Montefeltro, dove aveva dipinto una serie di ritratti a mezzobusto di uomini illustri del passato e del presente, oggi divisi equamente fra il Louvre di Parigi e la Galleria nazionale delle Marche.
Della sua permanenza in Italia vanno ricordate le tappe a Napoli, presso la bottega del Colantonio, a Venezia, dove entrò in contatto con Vittore Carpaccio e con Carlo Crivelli (si veda la Madonna della collezione Roda di Madrid) e va ricordato il Cristo nel sepolcro fra due angeli (foto, del 1480 circa) ora presso la Pinacoteca di Brera a Milano.
Partì da Urbino nel 1482 e tornò in Spagna l'anno successivo, dove dipinse in diverse città come Siviglia, Toledo e Avila. Qui trovò un ambiente meno all'avanguardia, al quale si adattò, tornando a dipingere fondi oro e tavole dal decorativismo esasperato. Spicca in questo periodo il Retablo per la chiesa di Sant'Eulalia a Paredes de Nava e quello del duomo d'Ávila, dove riemergono i ricordi dell'esperienza italiana nell'interesse prospettico e luministico. Lasciata incompiuta, fu terminata da Juan de Borgoña.