TISI Benvenuto detto il GAROFALO
Tisi Benvenuto detto il Garofalo
(Canaro, 1476 o 1481 – Ferrara, 6 settembre 1559), è stato un pittore italiano il cui soprannome deriva dal paese di origine della famiglia, in provincia di Rovigo.
Secondo la tradizione fu allievo dapprima di Domenico Panetti, poi di Boccaccio Boccaccino e di Lorenzo Costa il Vecchio.
Tra le prime opere troviamo la Madonna col Bambino della Galleria Estense di Modena e quella della Galleria Capitolina di Roma, che appaiono ispirate ai modi del Boccaccino e del tardo Costa. Il pittore si mostra tuttavia ben presto anche a conoscenza dell'arte del Giorgione, del quale, secondo il Vasari, fu amico.
Chiaramente giorgionesco è infatti il paesaggio, reso pittoricamente a macchia, del piccolo Presepio della Pinacoteca di Ferrara e dell'Adorazione del Museo di Strasburgo, nei quali le figure conservano ancora la semplice tornitura quattrocentesca.
Del grande artista di Castelfranco si possono trovare riferimenti nella Giuditta di San Pietroburgo e anche nella Minerva con Nettuno della Gemäldegalerie di Dresda (1512), prima opera datata del pittore, che già nel 1506 doveva aver raggiunto buona fama.
Del 1513 è il Presepio di Ferrara, nel quale appaiono le prime citazioni da Raffaello, nelle figure nobilmente atteggiate e rese plastiche. Nella pala Suxena dell'anno successivo, pure nella Pinacoteca di Ferrara, è il primo segno della conoscenza di Tiziano, filtrato attraverso l'interpretazione di Dosso Dossi, appena tornato da Venezia.
Nel 1515-1516 il Garofalo dovette compiere un viaggio a Roma; dopo questa data incominciano a prevalere nella sua pittura i formalismi del classicismo romano e si verifica una rapida involuzione della sua arte. Egli attinge ampiamente alla cultura raffaellesca nella Madonna in trono con Santi della Galleria Nazionale di Londra, del 1517 (ispirata alla celebre Madonna del baldacchino), in quella della cattedrale di Ferrara, del 1524, ed ancora in quella dell'Estense di Modena, del 1533.
Colpito da grave infermità agli occhi fin dal 1531, il Garofalo fu tuttavia attivo fino al 1550, ma restano da ricordare le opere degli anni giovanili.