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ORELLI Vincenzo

Orelli Vincenzo
(Locarno, 10 Aprile 1751 – Bergamo, 21 Gennaio 1813), è stato un pittore svizzero-italiano.
 

Figlio del pittore Giuseppe Antonio, della dinastia dei pittori Orelli, fu da lui avviato fin da piccolo allo studio delle arti pittoriche assieme al fratello Baldassarre di sei anni più grande e specializzato nella quadratura. Si recò poi alla Reale Scuola di Milano e poi a Roma nel 1773, dove ebbe modo di acquisire un suo personale bagaglio artistico, svincolandosi dalla pittura del padre. Nel 1775 questi lo fa rientrare dalla città papale e gli affida la propria bottega, permettendogli così di intraprendere una brillante carriera artistica. L'Orelli sposò Maria Maddalena Vailanti, e nel 1787 nella chiesa di Sant'Alessandro in Colonna risulta battezzato il figlio Giuseppe Antonio Vincenzo Angelo Maria. Cominciò anche a frequentare gli ambienti intellettuali cittadini e a stringere amicizie con personaggi influenti dell'epoca, situazione che gli garantì un gran numero di commissioni, tanto da essere considerato, unitamente all'amico Paolo Vincenzo Bonomini, il principale artista bergamasco del tempo. Numerosi furono gli affreschi e i dipinti eseguiti per le ville dell'aristocrazia locale, ma grande richiamo anche ebbero le sue opere religiose eseguite nelle chiese della zona. Tuttavia, nonostante la sua notevole fama, il pittore non si spinse mai al di fuori dei confini della provincia di Bergamo, fatta accezione per pochi altri lavori. Non si conoscono lavori successivi al 1811, la sua morte viene registrata nella basilica alessandrina e causa le leggi napoleoniche vigenti, non vi è nessun segno o lapide nel suo luogo di sepoltura.

Tra le opere una Deposizione nel sepolcro (foto) del 1775 presso la parrocchiale di Varmo (UD); la "Trinità, la Vergine e anime purganti", dipinta nel 1772 per l'Oratorio dei Morti di Cavernago dove la firma dell'autore di solo ventun anni, è visibile: Vincenzo Orelli Pinsit / A1772[7]. l'illustrazione del Codex Diplomaticus di Mario Lupo, avvenuta nel 1784.

Artisti contemporanei di ORELLI Vincenzo

 

I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso.

Giovanni (19:23)