LOTH Johann Carl detto il CARLOTTO
Loth Johann Carl detto il Carlotto
(Monaco di Baviera, 1632 – Venezia, 6 ottobre 1698), è stato un pittore tedesco, attivo soprattutto in Italia.
Allievo in patria di suo padre Johann Ulrich, già discepolo del Saraceni, ne trasse un fondamentale gusto caravaggesco, esaltato poi da un probabile soggiorno a Roma.
Giunto a Venezia intorno al 1650, fu, secondo la tradizione, allievo nella bottega del Liberi, rimanendo tuttavia influenzato dalla pittura crudemente realistica del Langetti e inserendosi quindi nel novero dei pittori "tenebrosi". Di stile langettiano sono il Giove e Mercurio ospitati da Filemone e Bauci conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna (anteriore al 1659) e la Sara che conduce Hagar delle Gallerie di Baviera nei loro guizzi improvvisi di luce e nel loro crudo realismo.
Dopo il 1670 il suo linguaggio subisce una svolta in direzione di un naturalismo meno esasperato e di una manifesta adesione alla lezione del Barocco romano. Tale atteggiamento, ancora umbratile nei Santi del corpo di Cristo della chiesa dell'Ospitaletto a Venezia (prima del 1675), si attua nella Sacra Famiglia della chiesa di San Silvestro (1681) sempre nella città lagunare, dove il Loth tocca addirittura stilemi di grazia gioiosa, che ritroviamo in Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio.
Di ritmo schiettamente barocco sono pure i due teleri Adorazione dei pastori e la Resurrezione (foto) (1685-1687) del Duomo di Trento, opere che in origine erano parzialmente coperte da due medaglioni ovali con bassorilievi marmorei.
L'ultima evoluzione del linguaggio del Loth è rappresentato dal Martirio di Sant'Eugenio della chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia (1691-1697), accostandosi al Maratta.
Tra le altre opere, la Crocifissione, con Maria, Maria Maddalena e Giovanni (foto) della fine del XVII secolo, collocata presso l'altare del Crocifisso (ex cappella Carminati) nella Chiesa di Santa Maria del Carmelo (ai Carmini) di Venezia.