TIZIANO  (Tiziano VECELLIO)



Tiziano Vecellio
(Pieve di Cadore 1488-90 ca. - Venezia 1576), pittore italiano.

Tiziano Vecellio, nato a Pieve, in provincia di Belluno, fra le montagne del Cadore, tra il 1488 e il 1490, Tiziano Vecellio appartiene ad un'antica famiglia del piccolo centro alpino. Suo padre Gregorio Vecelio aveva diversi incarichi tra cui quello di capitano della milizia ed ispettore delle miniere.
Ancora molto giovane, egli abbandona - insieme al fratello Francesco - la "magnifica comunità cadorina" per ricevere un'adeguata istruzione pittorica, infatti i due furono mandati a Venezia a studiare arte molto giovani (la data precisa non si conosce), si ritiene che iniziarono l'apprendistato nel 1500. Tiziano giunge così a Venezia e, secondo alcune ricostruzioni della sua biografia, compì la sua formazione artistica prima presso la bottega di Sebastiano Zuccato, poi con i fratelli Gentile e Giovanni Bellini , per quanto nelle sue opere si riconoscano influssi del solo Giovanni.  Qui conobbe Giorgio da Castelfranco meglio conosciuto con il nome di Giorgione; il primo documento sull'attività di Tiziano risale al 1508, quando gli fu commissionata, insieme a Giorgione, la decorazione ad affresco dell'esterno del Fondaco dei Tedeschi a Venezia, opera di cui rimangono pochi frammenti. 
Tiziano fu profondamente influenzato dal pittore di Castelfranco Veneto, che muore di peste nel 1510 e si dice che completò molti quadri dell'amico rimasti incompiuti, tanto che risulta controversa l'attribuzione di alcuni dipinti del primo decennio del Cinquecento, tra cui l' Ariosto (National Gallery di Londra) o come ad esempio L'adultera (Art Gallery, Glasgow); il Concerto campestre (1510 ca., Louvre, Parigi), un tempo unanimemente attribuito a Giorgione, ora è normalmente ascritto a Tiziano o a una collaborazione tra i due.  La prima opera datata e certamente di sua mano sono i tre affreschi con i Miracoli di sant'Antonio da Padova, che Tiziano dipinse per la Scuola del Santo a Padova, nel 1511. 
La sua fama si consolida al punto da ricevere commissioni importanti, quali la Pala di san Marco e di Santa Maria della Salute. Nei quadri immediatamente successivi di Tiziano, corpi e materia assunsero una densità e una consistenza sempre più sensuali, le inquadrature nel paesaggio divennero più realistiche, i colori sfumati e intensi, ma comunque armoniosi: si vedano ad esempio Le tre età dell'uomo (1513 ca., National Gallery, Edimburgo) e Amor sacro e amor profano (1515 ca., Galleria Borghese, Roma). Nel 1516, alla morte di Giovanni Bellini, Tiziano fu nominato suo successore come pittore ufficiale della Repubblica veneziana.  La svolta stilistica culminò nel 1516 quando il duca di Ferrara, Alfonso d'Este, richiede i suoi servigi e nel 1518 gli commissiona la decorazione del "camerino d'alabastro" coi tre Baccanali che Tiziano dipinse. tra il 1518 e il 1522 (Offerta a Venere e Baccanale degli Andrii, entrambi al Prado di Madrid, e Bacco e Arianna, National Gallery, a Londra).
Gli stessi elementi di sensualità e monumentalità si ritrovano nelle composizioni sacre dell'epoca, come nella potente Assunta (1516-1518), dipinta per l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, con la quale Tiziano si affermò come massimo pittore veneziano e ricevette commissioni di ritratti da regnanti, nobili e letterati. Inizialmente vicini alla vena sognante di Giorgione, assunsero presto una maggiore corposità e divennero sia immagini idealizzanti e celebrative, sia acuti ritratti psicologici; caratteristico ne fu il taglio a mezza figura e con le mani in vista, come nell'Uomo dal guanto (1520, Louvre). Tiziano ritrasse i duchi di Urbino, Ferrara, Mantova, Carlo V (1532-33, Prado) e il papa Paolo III, conferendo ai soggetti un aristocratico distacco e un'opulenza contenuta, come si vede nel ritratto di Federigo Gonzaga (1526 ca., Prado). Gli sfondi neutri dei primi ritratti furono talvolta sostituiti da elementi scenici sapientemente disposti, rimasti capisaldi del ritratto formale fino ai nostri giorni. In un'altra opera per la stessa chiesa, la Pala Pesaro (1518-1526), Tiziano adottò un tipo di composizione mossa che evoca l'infinito; imitata da Paolo Veronese e dai Carracci (Agostino Carracci; Annibale Carracci; Ludovico Carracci), finì per diventare uno dei punti di partenza del barocco. La "Madonna con il Bambino" non è più collocata al centro della scena, ma di lato, seduta sulla scalinata di un grandioso tempio di forme antiche accanto a due gigantesche colonne. Sempre del periodo 1518-26 troviamo anche il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso.
Nel 1520 esegue numerose importanti pale e commissioni laiche, incluse le decorazioni per il Palazzo dei Dogi e tre dipinti mitologici per Alfonso d'Este.  Tre anni dopo durante un viaggio a Ferrara conosce Federico II Gonzaga, marchese di Mantova.   Nel 1525 sposa Cecilia Soldano, figlia di un barbiere, che gli aveva già dato due figli: Pomponio e Orazio.
Nel 1530 nasce la figlia Lavinia e pochi mesi dopo muore la moglie. Nello stesso anno conosce Carlo V, che ha l'occasione di ritrarre durante la sua incoronazione, il quale - tre anni dopo - gli conferisce il titolo di Conte Palatino e Cavaliere dello Sperone d'Oro, un onore senza precedenti per un pittore.
Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e con la sua famiglia; nel 1545 si trasferisce a Roma invitato dal pontefice e vi  rimane fino al 1546, il 16 marzo ottiene la cittadinanza romana, in seguito rientra a Venezia; del periodo San Giovanni Battista presso la Galleria dell'Accademia, Venezia.
Fin dal Cinquecento si credette che Tiziano si dedicasse all'arte del disegno solo raramente, che il suo mezzo espressivo fosse la pittura e che egli desse secondaria importanza alla grafica. Il Vasari sostenne con l'autorità della sua critica l'opinione che i pittori veneziani, troppo legati all'uso del solo colore, non avessero mai conosciuto a fondo l'arte fondamentale del disegno, che gli artisti dell'Italia centrale invece definivano il «padre» di tutte le arti, dell'architettura, della scultura e della pittura.
Il pittore dipinse anche molte immagini di donne bellissime e sensuali, di solito con lunghi capelli sciolti che ricadono sulle spalle nude e per la maggior parte hanno anche qualche accessorio simbolico o allegorico.  Non considerati ritratti, ma generiche esaltazione della bellezza femminile, queste tele erano piuttosto in voga a Venezia all'inizio del Cinquecento e si suppone che alcuni potrebbero rappresentare o alludere alle prostitute per cui la città era famosa.  Il pittore realizzò disegni, anche se molto rari, usando il gessetto, il carboncino, la penna e l'inchiostro con grande vigore.  Alcuni di questi disegni sono studi preparatori per dipinti, anche se secondo le testimonianze del tempo lavorava direttamente sulla tela senza alcuno schizzo preliminare.  Ci sono anche dei paesaggi molto rifiniti, attribuiti a Tiziano che sono all'apparenza opere indipendenti e la cui autenticità è oggetto di dibattiti eruditi. Realizzò anche notevoli xilografie, alcune molto grandi e fatte con numerosi blocchi.
Nell'ultimo periodo della sua vita Tiziano dipinse con maggiore scioltezza e carica espressiva: le forme perdettero gradualmente solidità, mentre il colore acquistò intensità, steso in pennellate vibranti (Ratto di Europa, 1559-1562 ca., Gardner Museum, Boston). Ancora più inquietanti sono l'Apollo e Marsia (1570-1576 ca., Kromìøíž, Repubblica Ceca) e Ninfa con pastore (1574 ca., Kunsthistorisches Museum, Vienna): qui i colori sono meno sgargianti, ma la pennellata inquieta, della quale non si troverà l'equivalente fino al Novecento, cancella quasi completamente la forma. Gli ultimi quadri mitologici di Tiziano, che egli chiamava "poesie", sono formidabili rappresentazioni della potenza irresistibile e primordiale della natura.
Rientrano in questa produzione tarda anche una serie di opere a soggetto religioso, anch'esse caratterizzate dalla dissoluzione progressiva della forma in colore e luce, spesso su sfondi bui. Ne sono esempi l'Annunciazione (1560-1565, chiesa di San Salvatore, Venezia), La deposizione nel sepolcro (1565 Kunsthistorisches Museum, Vienna) e il Cristo coronato di spine (1570 ca., Alte Pinakothek, Monaco). La smaterializzazione delle figure esprime una visione del mondo interessata a ciò che sta oltre l'apparenza, mossa da un inquieto spirito di ricerca, anomalo nel panorama dell'arte rinascimentale: tale tendenza culminò nella Pietà (Galleria dell'Accademia, Venezia), dipinta da Tiziano per la propria cappella funebre e rimasta incompiuta al momento della morte.
L'opera di Tiziano, che segnò profondamente tutta la pittura europea, inaugurò una tradizione diversa, ma ugualmente importante, da quella lineare e classicheggiante della scuola fiorentina, cui appartennero Michelangelo e Raffaello ; questo corso alternativo, abbracciato poi da grandi artisti quali ad esempio Rubens, Velázquez, Rembrandt, Delacroix e gli impressionisti, appare ancora attuale ai giorni nostri.
Insieme ad Andrea Palladio e a Tintoretto viene eletto membro dell'Accademia del Disegno di Firenze nel 1566.
Muore il 27 agosto 1576, forse di peste, ma più probabilmente di semplice vecchiaia, e viene sepolto nella chiesa di Santa Maria dei Frari a Venezia.  Lascia incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà", ora esposta presso la Galleria dell'Accademia di Venezia.

 

Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.

Marco (15:15)