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TIEPOLO Giambattista



Giambattista Tiepolo
(Venezia 1696 - Madrid 1770)  pittore italiano.

Giambattista Tiepolo nacque a Venezia nel 1696 da una famiglia benestante, ma l'anno successivo perse il padre, proprietario di una nave. Entrò molto giovane nella scuola del pittore Gregorio Lazzarini E' stato l'ultimo grande maestro della scuola veneziana, ricordato soprattutto per i cicli di affreschi d'impronta rococò. Fu ammesso alla gilda dei pittori di Venezia nel 1717 e lavorò per il doge e l'aristocrazia veneta, oltre che per nobili di varie altre città italiane. Le sue opere giovanili mostrano affinità con quelle del Ricci e di Giovan Battista Piazzetta, del quale ammirava il tratto fluido e largo, (Sacrificio di Isacco, 1716, Venezia, chiesa dell'Ospedaletto; la decorazione della villa Baglioni a Massanzago eseguita tra il 1719 e il 1720, il Martirio di S. Bartolomeo, 1722-23, Venezia, San Stae), si orientò verso una gamma cromatica caratterizzata da toni liquidi e trasparenti, realizzando composizioni di notevole scioltezza e libertà, preludio delle grandiose strutture sceniche della maturità. 
Si susseguono i primi grandi incarichi: nel 1724 l'Allegoria del potere dell'Eloquenza per palazzo Sandi, nel 1724-25 la decorazione della volta della cappella di S. Teresa nella chiesa degli Scalzi, a Venezia. Proprio in questi anni Tiepolo 'schiarisce' progressivamente la tavolozza orientandosi verso una pittura improntata su canoni decorativi il cui influsso maggiore gli venne dal Veronese, del quale ne riprese la sapiente orchestrazione cromatica. Tale processo di 'alleggerimento' trova completa realizzazione negli affreschi, con quadrature realizzate da Girolamo Mengozzi Colonna, eseguiti nella galleria del palazzo dell'Arcivescovado a Udine. (Storie bibliche e Caduta degli angeli ribelli, 1726-28);  nelle decorazioni (1731) dei palazzi Dugnani e Archinto a Milano e nella Cappella Colleoni di Bergamo (1732-33), quindi nel 1734 porta a termine il capolavoro di villa Loschi al Biron, presso Vicenza.
Diede anche prova di virtuosismo prospettico illusionistico in composizioni immerse in una luce piena e solare negli affreschi delle chiese dei Gesuati (Venezia, 1737-39),  con il soffitto dell'Istituzione del Rosario dove per la prima volta viene proposta come scenario una scalinata che proietta le figure verso lo spettatore; il Trittico della Passione per Sant'Alvise (1739-40) a Venezia, dove tributa un appassionato omaggio a Rembrandt, e di Palazzo Labia (Storie di Antonio e Cleopatra, 1747-50) a Venezia e del soffitto di Palazzo Clerici (Carro del Sole, 1740) a Milano. Sempre nel 1739 gli viene commissionata dalla Scuola di S. Maria del Carmelo di Venezia la decorazione della sala Capitolare, dove eseguirà, su tele riportate sul soffitto, La Vergine del Carmelo appare a San Simeone Stock e le Allegorie delle Virtù.
Tra le opere successive si ricordano La raccolta della manna (1738-1740, chiesa parrocchiale di Verolanuova, Brescia), caratterizzata da uno sviluppo narrativo ricco e complesso, e gli affreschi della Corsa del carro del sole (1740, Palazzo Clerici, Milano), con le allegorie dei quattro continenti e le divinità del mare (notissima l'immagine dell'orca che si lascia docilmente cavalcare) e la grande pala con l'Apparizione a san Filippo Neri per l'omonima chiesa di Camerino.  Attorno al 1745 porta a termine la decorazione del soffitto della chiesa degli Scalzi a Venezia con il Trasporto della Santa Casa di Loreto (distrutto nel 1915).
Tiepolo quindi realizzò grandi affreschi e pitture a olio su pareti e soffitti, ideando i dipinti in funzione dell'architettura ornata e curvilinea in voga nel periodo rococò. 
Accanto a temi biblici e mitologici risolti in modo fantasioso, Tiepolo rappresentò nel suo stile arioso e aggraziato anche soggetti tratti dalla vita quotidiana. La composizione è perlopiù complessa e drammatica, la linea fluida ed elegante, il colore chiaro e morbido, il trattamento della luce attento agli effetti atmosferici. La sua maniera continuò a riscuotere successo per molto tempo, fin dopo gli esordi dello stile neoclassico, più austero e lineare. Negli oli su tavola, soprattutto per pale d'altare, Tiepolo usò le stesse forme e gli stessi colori pastello delle decorazioni parietali.
Grande vitalità e libertà compositive, intensa luminosità e vivaci contrasti cromatici si ritrovano negli affreschi con temi allegorici, mitologici e storici, realizzati nella residenza di Würzburg, dove il Tiepolo era stato chiamato dal principe vescovo Carl Phillip von Greiffenklau per la decorazione della Residenza. dove ancora oggi si ammira il ciclo di affreschi che celebrano Federico I Barbarossa, il vescovo Aroldo e l'arcivescovo von Greiffenklau
Nel 1754 Tiepolo tornò a Venezia, dove fu nominato direttore dell'Accademia. Sono di questo periodo il Trionfo della fede (1754-55), dipinto per la chiesa della Pietà a Venezia, i cicli di affreschi (1757) per le ville palladiane di Valmarana a Vicenza e Pisani (1760) a Stra (Venezia) e quelli realizzati nel 1758 ai soffitti di Ca' Rezzonico a Venezia. 
Tra i dipinti a olio figurano la Sacra Famiglia con san Gaetano (Accademia, Venezia), Glorie di casa Pisani (1761) e molte pale d'altare conservate in chiese veneziane. Interessanti sono anche gli schizzi a olio, i disegni e le acqueforti, di grande fantasia (le serie Capricci e Scherzi).  Fra le opere da cavalletto: Ratto di Europa, Le tentazioni di S. Antonio, Venere allo specchio.
Nel 1762, invitato da re Carlo III, Tiepolo si trasferì a Madrid per decorare il Palazzo Reale: stupendi i suoi affreschi della Sala della guardia (Apoteosi di Enea), dell'Anticamera (Apoteosi della Monarchia Spagnola) e della Sala del trono (Gloria di Spagna), realizzati tra il 1762 e il 1767.
Tiepolo si avvalse spesso dell'aiuto dei figli Lorenzo e Giandomenico. Quest'ultimo, in particolare, si distinse dal padre per una personale ricerca sugli effetti luministici e per la vena ironico-grottesca che caratterizza alcune sue opere ispirate a scene di vita quotidiana.
Lavorò a Madrid fino alla morte, sopraggiunta nel 1770, quando ancora la commissione non era stata portata a termine.

 

Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l'avevano messo.

Marco (16:5-6)