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ROUAULT Georges



Georges Rouault
(Parigi 1871 - 1958), pittore francese.

Georges Rouault nacque il 27 maggio 1871 a Parigi in una famiglia di umili origini (il padre ebanista), in cui il nonno materno gli trasmise l'amore per l'arte.  Pittore vicino al gruppo dell'avanguardia francese dei "fauves", Rouault si mantiene però isolato e venne considerato il maggior pittore d'arte sacra di epoca moderna. 
Dal 1885 al 1890 fu apprendista presso Hirsh, un pittore e restauratore di vetrate antiche, e contemporaneamente seguì i corsi serali della Scuola di arti decorative, ma è insofferente all’orientamento classicista che ne caratterizza l’insegnamento.   Per breve tempo si accostò ai "fauves", ma per la sua opera fu importante soprattutto la sua sofferta religiosità, indagata rigorosamente con un orientamento vicino a quello del filosofo Jacques Maritain, da lui conosciuto nel 1911, lo stesso anno in cui conosce André Suarès, con cui stringe un’intensa amicizia e con il quale avvia uno scambio epistolare che terminerà solo con la morte dello scrittore nel 1948. . 
Nel 1891 entrò nell'Ecole des Beaux-Arts, diretta da Elie Delaunay, sotto la guida di Gustave Moreau (dal 1892), di cui divenne un allievo prediletto tanto che alla morte di Moreau, nel 1898, venne nominato conservatore del Museo Moreau di Parigi.   
La sua attenzione si volge a un’umanità delusa, marginale e ritorna insistentemente sugli stessi soggetti: prostitute, clowns, ciarlatani, personaggi della Commedia dell’Arte, nudi o di giudici (I tre giudici, 1913, Museum of Modern Art, New York).     
Il tema delle prostitute, già indagato da Degas e Lautrec, viene interpretato da Rouault come simbolo di decadenza fisica e morale, ma questo non gli impedisce di offrirne un’immagine palpitante, non priva di una certa sensualità (Prostituta allo specchio, 1906: Musée national d'art moderne - Mnam di Parigi). 
Tematica parallela è quella del clown, che l’artista tratterà per tutta la vita: il clown (Clown tragico, 1904: Montreux, coll. priv.) è metafora tragica della condizione umana, cui spesso l’artista associa la raffigurazione della Passione di Cristo o di Cristo deriso e oltraggiato (Cristo flagellato, 1905: New York, coll. priv.), che risulterà tra i suoi temi più frequenti.  È dovuto probabilmente all'influenza di Gustave Moreau l'uso evocativo e simbolico dei colori tipico delle sue prime opere.   Dal 1917 al 1927 elaborò varie serie di stampe la più famosa delle quali comprende i 58 fogli del Miserere. L’equilibrio tra l’astrazione formale, decorativa, e l’espressione è raggiunto nell’Apprendista operaio (1925, Mnam di Parigi), tanto più esemplare trattandosi di un autoritratto, in cui l’intensità affiora e tuttavia resta velata.
Dal 1940 si dedicò soltanto alla pittura sacra.  La sua interpretazione del sacro è austera e priva di concessioni descrittive, affidandosi esclusivamente alle suggestioni che egli sa infondere attraverso la materia, lo spazio e il colore. La figura del Cristo (numerosi Ecce homo) s’identifica con il tema profano del Pierrot, l’uno e l’altro offerti alla derisione; effigi la cui portata simbolica s’impone attraverso la fissità atemporale dello sguardo (Veronica, 1954 ca.: Parigi, Mnam; Testa di Cristo, 1938: Cleveland). In parallelo si collocano una seconda serie di incisioni per i Fiori del Male, quelle per il Circo della Stella Cadente (1938, testo dell’artista) e per Passione di A. Suarès (1939). Il suo spirito religioso nasce dall'atteggiamento di solidarietà verso la sofferenza prodotta dalla violenza, dall'ingiustizia sociale, dalla corruzione. La fede ascetica e profonda di Georges Rouault - la cui spiritualità si era accentuata grazie all'amicizia con il filosofo cristiano Jacques Maritain - lo spinse ad ispirarsi ad un suggestivo ed antico esempio di pittura religiosa, quale il richiamo alle icone bizantine.
Tra le sue opere più serene si ricordano Il vecchio re (1936, Carnegie Institute, Pittsburgh, Pennsylvania) e Tiberiade (1947 ca., Ca' Pesaro, Venezia).
Nel 1953 il medico Maurice Girardin lega alla città di Parigi la sua ampia collezione di opere di Rouault, di cui fu amico personale, mentre nel 1963, cinque anni dopo la scomparsa dell’artista, i suoi eredi offrono allo Stato francese un gran numero di opere incompiute, esposte nella grande retrospettiva parigina del 1971. Tra le mostre più recenti ricordiamo l’antologica tenuta nel 1992 al Centre Pompidou.  Rouault morì a Parigi il 13 febbraio 1958.

 

I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso.

Giovanni (19:23)