PARISATO Jacopo detto Jacopo da Montagnana



Jacopo da Montagnana, soprannome di Jacopo Parisato
(Montagnana (PD) ca 1440-43 - Padova 1499), pittore italiano.

Fu uno dei maggiori interpreti dell'arte pre-rinascimentale veneta del quattrocento.
Ancora adolescente, si trasferì a Padova per imparare il mestiere nella bottega di tal Francesco Brazalieri, poco noto artista bolognese.
Jacopo viene citato dal Vasari ne "Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri", in cui si attribuisce al pittore veneziano Giovanni Bellini, detto Giambellino l'influenza artistica subita da Jacopo in gioventù.
Alcuni studiosi d'arte ipotizzano che abbia trascorso un periodo di apprendistato nella bottega del Bellini a Venezia, durante il quale potrebbe aver partecipato alla realizzazione di alcune opere nella città lagunare, quali alcuni polittici nella Chiesa della Carità (Venezia, Accademia) e il San Vincenzo Ferrer in SS. Giovanni e Paolo.
Il suo più grande maestro fu però il Mantegna, che tra il 1457 ed il 1459 dipinse a Padova la pala per l'altare maggiore della famosa basilica di San Zeno di Verona. L'esempio del grande artista morto a Mantova gli avrebbe fatto da guida per le sue opere della maturità.
Dal 1469 fu membro della corporazione dei pittori padovani.
Fu molto attivo eseguendo dipinti nelle chiese e nei conventi del padovano, ma quelli che sono considerati i suoi capolavori sono gli affreschi tuttora conservati nel Santuario di Monteortone, ad Abano Terme, nella Cappella Barozzi del museo diocesano di Padova, nel palazzo del Consiglio dei Nobili di Belluno, nel Duomo di Montagnana e la Deposizione nella Chiesa di Santa Maria dei Servi a Padova.
Gli affreschi nella Cappella di S. Maria degli Angeli (o Cappella Barozzi, vescovo committente) del Palazzo Vescovile, sono incentrati sul Credo apostolico. Gli apostoli sono rappresentati in mezza figura fra comparti ed arabeschi graziosi, mentre sul soffitto sono dipinti gli evangelisti e i Dottori della Chiesa. Nell’abside risalta il trittico con l’Annunciazione e gli arcangeli Michele e Raffaele.
Gli viene attribuita l'opera Il lamento di Cristo, tempera su tela che si trova nel Niedersächsisches Landesmuseum di Hannover, che ricorda per impostazione la Crocifissione del Mantegna, esposta al «Musèe du Louvre» di Parigi.
Viene indicato come il possibile esecutore di alcuni affreschi presenti in una cappella della basilica di Sant'Antonio di Padova e nel chiostro adiacente alla basilica stessa. Oltre alle opere pittoriche, celebri sono i suoi disegni ornamentali per le vesti di papa Sisto IV, eseguiti nel 1472.

 

Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni.

Marco (16:9)