NICCOLO' da LIBERATORE detto ALUNNO



Niccolò di Liberatore detto Alunno
(Foligno ca 1430/3 - 1502), pittore italiano.

Di Niccolò non è certo l’anno di nascita (1430, probabilmente da spostarsi verso il 1433), né la formazione, i maestri; solo che apparteneva ad una famiglia agiata di speziali da cui uscì per la sua decisa vocazione di voler fare il pittore.
Nel 1485 lo ritroviamo in società con Pietro di Giovanni “Mazzaforte” (il pittore più documentato a Foligno fra 1440 e 1450, figlio di Giovanni di Corraduccio) di cui sposa l’unica figlia Caterina.
Niccolò Alunno non si allontanò quasi mai dalla sua Foligno. La sua bottega accanto alla cattedrale di S. Feliciano era frequentata da una clientela proveniente da centri dei due versanti dell’Appennino, che Niccolò rifornì di polittici e gonfaloni.
E’ l'unico artista del rinascimento umbro, con Perugino e Pinturicchio, a essere ricordato nelle Vite del Vasari: "faceva alle sue figure teste ritratte dal naturale e che parevano vive". Lo storico aretino equivocò una iscrizione ben visibile nella predella del polittico della chiesa degli Agostiniani di Foligno.   A dirsi “Alumnus Fulginiae” cioè “figlio, cittadino di Foligno”, era stato lo stesso Niccolò firmando così la predella del Polittico di San Nicolò, che invece fu interpretato dal Vasari come l’ “Alunno di Foligno”, quindi scambiò la parola “Alumnus” per un soprannome. Il tempo ha dato ragione ad entrambi: la parola “Alunno” è diventata un vero e proprio cognome.
Gli affreschi di Niccolò sono andati in gran parte perduti in seguito ai rifacimenti tridentini delle chiese di Foligno.
Opere dell'Alunno sono presenti nell’ex chiesa di San Domenico (attuale Auditorium) ricca di affreschi votivi del Trecento e del Quattrocento; nella parrocchiale di San Matteo, a Cannara, interessante tavola con dipinta la Madonna in trono col figlio tra S. Francesco e San Matteo; sempre a Cannara, nella chiesa di San Giovanni Battista, una bella tempera su tavola raffigurante la Madonna tra i Santi Giovanni Battista e Sebastiano, eseguita nel 1482 con il contributo del figlio Lattanzio; le cappelle di Pietro di Cola delle Casse e di Santa Marta in Santa Maria Campis (prime prove pittoriche su muro dell’artista) e nell’oratorio della Nunziatella, eretta nell’ultimo decennio del Quattrocento e decorata dal Perugino nel 1507 dopo la morte dell’Alunno.
La casa di Niccolò (Monastero di S. Anna in via Niccolò Alunno), ha un ulteriore motivo di interesse, perché il pittore amò decorare la sua abitazione con immagini decorose, ma si servì delle pareti anche per prendere frettolosi appunti con la punta di un chiodo, come se si trattasse di un taccuino, divertendosi anche a farsi il ritratto accanto alla moglie Caterina.

 

Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestiti, tirando a sorte;

Matteo (27:35)