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MEMLING Hans



Hans Memling
(Seligenstadt, 1430 circa - Bruges, 11 agosto 1494) pittore fiammingo di origine tedesca.

Le notizie biografiche circa Memling sono piuttosto scarse: chiamato indifferentemente Hans e Hausse, Hemling, Memling e Memlinc, quasi non trova traccia negli annali della sua città. L'unica fonte autorevole è W.H.J. Weale che nomina alcuni documenti scoperti nel 1889 in cui si registra la morte dell'artista nel 1494.
Il suo cammino artistico ebbe inizio come seguace di R. van der Weyden, a Bruxelles, presso il quale lavorò come apprendista (gli inventari di Margherita d'Austria redatti nel 1524 parlano del "trittico Dio misericordioso" di Rogier van der Weyden su cui avrebbe lavorato anche Memling). L'opera di Memling, delicata nei colori e caratterizzata da forme di estrema grazia, diede lustro alle fiandre occidentali, e in particolare alla capitale Bruges, dove pare vi si trasferì prima del 1467, in un periodo di declino politico e commerciale.
La sua opera è costituita principalmente da pale d'altare, dittici, trittici e ritratti. Molto apprezzati furono i dipinti con la Madonna e il Bambino o Madonna e santi; un ruolo importante è rivestito dallo sfondo, spesso un paesaggio, come nelle Sette gioie di Maria (1480 ca., Alte Pinakothek, Monaco), in cui si affolla un insieme iridescente di torri e castelli, montagne e colline, porto e navi.
I suoi lavori vennero presto notati anche in Italia da committenti come il Cardinale Grimari ed il Cardinale Bembo a Venezia, oltre ai Medici di Firenze. Verso il 1471 Hans Memling lavorò per Tommaso Portinari (dal 1455 assistente del Banco mediceo a Bruges e poi dal 1465 direttore) eseguendo opere destinate allo Spedale di Santa Maria Nuova a Firenze, come il dittico con il Ritratto di Tommaso Portinari e di sua moglie (New York, Metropolitan Museum) e le Storie della Passione di Cristo (Torino, Galleria Sabauda).  Nel 1477 venne assunto per realizzare un altare nella cappella di Bruges, intitolato I sette dolori di Maria, ed è uno dei suoi capolavori insieme a L'estremo giudizio conservato nella cattedrale di Gdańsk, in Polonia.
La reputazione di Memling si estese ulteriormente con opere come la Madonna con i santi (che passò dalla collezione Duchatel al Louvre) e la Vergine con bambino dipinta per John Donne e ora conservata a Chatsworth.
Il capolavoro maturo del pittore fiammingo è lo Scrigno di S. Orsola (1489),  conservato nell'ospedale di Bruges: pregevoli di quest'opera sono l'attenzione ai particolari, la delicatezza della figura, la varietà del paesaggio retrostante, la delicatezza nella resa del panneggio e della stoffa. Quest'attenzione verrà eguagliata solo dal San Cristoforo con i santi del 1484 e, in parte, dalla Crocifissione del 1491 nella Cattedrale di Lubecca. 
Lo stile pittorico di Memling non mutò in modo sostanziale nel corso della sua attività. Alcune delle opere più significative, come il Trittico Donne (1475, National Gallery, Londra) e lo Sposalizio mistico di santa Caterina (1479) al St Jahnhospitaal di Bruges, dove troviamo anche l'altare dei Magi (1479), La Vergine col Figlio e un donatore (1487); dipinti che si distinguono per la delicatezza della linea, la simmetria della composizione, la resa della luce, e soprattutto per la ricchezza dei colori, che, magistralmente intonati, vanno dall'oro al rosso al blu fino ai toni più pacati. I dipinti sacri trasmettono un senso pacato di devozione religiosa, allontanandosi dalla drammaticità tipica di tante opere di suoi contemporanei (Compianto su Cristo morto, Galleria Doria Pamphili, Roma; Pie donne piangenti, Cappella reale, Granada).
Tra le altre sue opere si segnala: Giudizio Universale (Danzica, cattedrale); S. Sebastiano (Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts); la Crocifissione (1491, Sankt-Annen Museum).  Nell'ultimo periodo della sua attività, sotto l'influsso del rinascimento italiano, Memling sperimentò declinazioni stilistiche più spregiudicate nella rappresentazione della figura umana: Betsabea al bagno (1485 ca., Staatsgalerie, Stoccarda), ad esempio, ritrae realisticamente una donna nuda, con una scelta piuttosto insolita nella pittura fiamminga del XV secolo.

 

Nel luogo dov'egli era stato crocifisso c'era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto.

Giovanni (19:41)