produzione



Mathis Gothardt Neithart detto GRüNEWALD Matthias



Matthias Grünewald soprannome di Mathis Gothardt Neithart
(Würzburg ca 1475 - Halle 1528), pittore tedesco.

La data di nascita è fissata a Würzburg tra il 1470 e il 1480 e il suo vero nome è Mathis Gothart Neithart della sua infanzia si sa poco o nulla e così pure della sua formazione artistica anche se è verosimile l'ipotesi che si sia formato alla bottega di Hans Holbein il Vecchio.
Dal 1501 al 1521 Grünewald tenne bottega a Seligenstadt, tra il 1508 e il 1514 è pittore di corte di Uriel von Gemmingen principe-vescovo di Magonza. Nel 1516 entra al servizio del nuovo principe-vescovo Alberto di Brandeburgo. Nel 1520, in occasione dell'incoronazione di Carlo V, incontra Dürer, che fu uno dei massimi esponenti del Rinascimento nell'Europa settentrionale, il quale gli fa dono di due stampe. In questi anni risiède ad Halle dove sovrintende alla costruzione della nuova Collegiata.  Allo scoppio della rivolta contadina (1525/26) è sospettato di luteranesimo e, per sfuggire al giudizio, ripara a Francoforte.
Nell'estate del 1527, convinto di essere spiato ed in pericolo di vita, fugge alla volta di Halle dove ottiene un incarico come ingegnere idraulico. Muore di peste nel settèmbre 1528.
Le opere di Grünewald oggi conservate comprendono dieci dipinti, per la maggior parte polittici, e circa 35 disegni. La prima tela che gli si può attribuire con certezza è il Cristo deriso (1503, Alte Pinakothek, Monaco) che, con le sue forme distorte e i suoi colori brillanti, anticipa lo stile maturo dell'artista.
Verso il 1512 pose mano al suo capolavoro, la pala d'altare di Isenheim (1512-1515, Unterlinden-Museum, Colmar), realizzata per il monastero di Sant'Antonio. L'opera consiste di nove scene, dipinte sul piedistallo e sugli sportelli: sulle ante chiuse è raffigurata una grande Crocifissione (sopra la Deposizione del piedistallo) fiancheggiata dalle figure di Sant'Antonio Abate e San Sebastiano; aprendo le ante una prima volta si scoprono i pannelli interni, raffiguranti l'Annunciazione, un Concerto di angeli con la Natività e la Resurrezione; ribaltando ancora gli sportelli centrali si rivela infine il reliquiario di legno scolpito di sant'Antonio e si rendono visibili gli ultimi due pannelli dipinti, dedicati a Sant'Antonio e san Paolo nel deserto e alle Tentazioni di sant'Antonio. I soggetti, tutti tradizionali, sono interpretati da Grünewald con uno stile personalissimo che, grazie alla straordinaria ricchezza cromatica e al tratto fortemente espressivo, dà vita a opere di grande impatto visivo ed emotivo: il corpo agonizzante del Cristo crocifisso, ad esempio, è una terribile immagine della sofferenza e della morte, mentre il Cristo resuscitato, che ascende al cielo in un trionfo di luce abbagliante, è figura della vita eterna. 
Numerose opere successive dell'artista, come l'elegante Incontro dei santi Erasmo e Maurizio (1523-24, Alte Pinakothek), riprendono lo stile e il contenuto del famoso polittico. La critica moderna ha individuato le fonti della complessa iconografia di Grünewald in un'opera mistica trecentesca molto diffusa in Germania in epoca rinascimentale, le Rivelazioni di santa Brigida di Svezia.

 

Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: 'Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro'»

Giovanni (20:17)