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MANTEGNA Andrea



Andrea Mantegna
(Isola di Carturo, Padova 1431 c - Mantova 1506), pittore, incisore, scultore, architetto.

Uno dei massimi geni europei del primo Rinascimento, ebbe una larghissima attività, oggi parzialmente ignota per distruzioni o dispersioni di opere.  Come Carlo Crivelli frequentò la scuola di Francesco Squarcione, un artista interessato alle maggiori novità del Rinascimento (prospettiva, studio dell'antico) e che si vantava di possedere una raccolta di calchi di opere greche.
Il suo primo capolavoro, iniziato a circa vent'anni, è la decorazione della cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani a Padova, delle Storie dei Santi Giacomo e Cristoforo (1455-1456). Qui, infervorato dell'antico, da vita a una costruzione prospettica con alcuni virtuosismi, come le vedute dal sotto in su.  Questo momento di massimo interesse archeologico coincise con il grande giubileo del 1450 e la costruzione del Tempio Malatestiano di Rimini, realizzato su progetto di Leon Battista Alberti, al quale lavorerà agli affreschi anche Piero della Francesca. Contemporaneamente Mantegna raggiungeva una larghissima fama come ritrattista e affrontava nella pittura devozionale una specie di espressionismo, derivato da Donatello, ma suggestionato fortemente dalla pittura fiamminga. Va osservato infatti, che la posizione geografica in cui operò, diede alla sua opera un forte sentore nordico, e nello stesso tempo lo fece particolarmente ammirare nel mondo d'oltralpe.  La sua influenza fu anche forte nella pittura veneziana, Andrea Mantegna tra l'altro era cognato del veneziano Giovanni Bellini - il Giambellino.
Fu chiamato alla corte di Mantova nel 1460, dove vi rimase fino alla morte, dal marchese Ludovico Gonzaga, per il quale eseguì un altare a più tavole, in parte perdute, per la cappella privata del marchese, con storie di Cristo, e decorazioni mitologiche.
A Mantova, il capolavoro ancora in buone condizioni di leggibilità è la 'Camera degli Sposi', di Palazzo Tè (Palazzo Ducale), iniziata nel 1465 e ultimata nel 1474, dove la corte è rappresentata con uno spietato realismo. Nella volta si ha una prospettiva totalmente dal sotto in su, che anticipa la grande decorazione barocca. Altra caratteristica è il senso di monumentalità, che specialmente si manifesta nei grandiosi 'Trionfi', che vennero usati per la decorazione del teatro di corte.  Di notevole importanza è la Disperazione sul Cristo morto (1480, Milano, Pinacoteca di Brera), nel quale il punto di vista abbassato conferisce la massima drammaticità alla rappresentazione e l'effetto è rafforzato dall'espressione dei visi che appaiono a sinistra; pare quasi prospettiva che avrebbe avuto una persona (il marchese?) inginocchiata ai piedi del Cristo.
Le opere principali del Mantegna, oltre ai lavori svolti a Padova e a Mantova, sono la Pala di San Zeno (1456-1460, Verona), l'Orazione nell'orto (1455-1460, Londra), la Morte della Vergine (1460-1465, Museo del Prado, Madrid), San Sebastiano (1480 ca., Musée du Louvre, Parigi), Il Parnaso (1497, Musée du Louvre, Parigi). 
Oltre a viaggi a Venezia, fu a Firenze e a Pisa dando consigli a Benozzo Gozzoli per gli affreschi nel camposanto e a Roma, dove decorò nel palazzo vaticano una cappella oggi scomparsa. Ma soprattutto la novità di Mantegna è nella solenne impostazione statuaria e archeologizzante delle sue immagini eroiche e drammatiche, il cui sviluppo si può sentire specialmente nei 'San Sebastiano'. La sua vastissima cultura letteraria è invece pienamente presente nel ciclo di mitologie dipinte per Isabella d'Este. (Musée du Louvre, Parigi).

 

Questi comprò un lenzuolo e, tratto Gesù giù dalla croce, lo avvolse nel panno, lo pose in una tomba scavata nella roccia; poi rotolò una pietra contro l'apertura del sepolcro.

Marco (15:46)