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GUTTUSO Renato



Renato Guttuso
(Bagheria, Palermo 1912 - Roma 1987), pittore italiano, esponente di rilievo dell'arte contemporanea.

Renato Guttuso nacque a Bagheria, in provincia di Palermo, il 26 dicembre del 1911. I genitori, per contrasti con l'amministrazione comunale di Bagheria dovuti alle loro idee liberali, scelgono di denunciare la nascita a Palermo il 2 gennaio 1912; da qui le diverse indicazioni sul luogo e data di nascita.
Sin dall'età giovanile si dedicò alla pittura: comincia col frequentare la bottega di uno dei più famosi decoratori di carretti, quella dei fratelli Ducato; verso la fine degli anni Venti, mentre completa ancora gli studi classici, fa pratica presso le botteghe di Emilio Murdolo e del futurista Pippo Rizzo; e per questa sua passione decide di abbandonare gli studi universitari. Il talento di Guttuso è precoce e a soli tredici anni inizia a datare e firmare i propri quadri. Appena diciassettenne (1928) ha l'occasione di allestire la sua prima mostra a Palermo. Dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza per dedicarsi completamente alla pittura, nel 1931 espone alla I Quadriennale di Roma, l'anno successivo, nel 1932, espose alla Galleria del Milione di Milano e lavora come aiuto restauratore alla Galleria di Perugia e alla Galleria Borghese di Roma. 
Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale e nel 1936 alla Biennale di Venezia.
E' anche il periodo in cui stringe rapporti di amicizia con Mafai, Pirandello, Cagli e Ziveri, che influenzano la sua pittura in senso "tonale", mentre nel 1939 aderì al movimento di Corrente.
Dai primi quadri raffiguranti i suoi contadini siciliani e compaesani, sino al celebre Fuga dall'Etna del 1937, il suo primo dipinto epico- popolare o all'altrettanto celebre Vuccirria, il mercato popolare di Palermo. Già da ora, il pittore insegue un'esecuzione prettamente figurativa a cui fanno da corposo contraltare contenutistico temi ancorati al mondo contadino, rurale, popolare: temi sociali o soggetti dichiaratamente politici. Nel 1938 tiene una personale alla Galleria della Cometa, e giunge a Roma e forma un gruppo con i pittori Birolli, Fontana e Persico.
Tre anni dopo presentò la Crocifissione (collezione dell'artista, Velate, Varese) al premio Bergamo: un'occasione per prendere una chiara posizione rispetto ai disastri provocati dal Regime; fu subito scandalo, non solo per la Maddalena nuda, considerata blasfema, ma anche per la violenza dei contrasti cromatici e la stilizzazione delle forme di ispirazione cubista.  In questi anni nasceranno le amicizie con Alberto Moravia, Antonello Trombadori e Mario Alicata che avranno un ruolo determinante nella sua adesione al partito comunista, nel quale si iscriverà nel 1940.
Scoppia la seconda guerra mondiale, accanto ad Antonello Trombadori e ad altri esponenti del Partito Comunista, partecipa attivamente alla Resistenza: comincia la serie dei Massacri che poi saranno raccolti nel libro "Gott mit uns" (Dio è con noi) e l'artista dipinge una serie di quadri dallo stesso titolo Gott mit Uns, motto inciso sulle fibbie dei soldati tedeschi.
La sue verve di polemista affiora di prepotenza. Durante la guerra, Guttuso prese parte alla Resistenza, un'esperienza che riecheggiò presto nella sua arte, accentuandone il realismo espressivo.
Nel 1946, assieme a Renato Birolli, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti ed Emilio Vedova, fu uno dei fondatori del Fronte Nuovo delle Arti. 
Guttuso non tradirà mai la sua personale "campagna di idee", il suo impegno politico e sociale è esemplificato raggiungendo il culmine con I funerali di Togliatti  (1972, Galleria d'arte moderna, Bologna), opera manifesto dell'antifascismo e con Occupazione delle terre incolte in Sicilia (1949-50, Gemäldegalerie, Dresda).
Nel 1968 esegue quadri che riflettono la situazione europea e francese. Si reca a Parigi dove ritrae i giovani nelle prime marce di protesta in quello che diverrà nel tempo il leggendario "maggio francese". A Parigi divenne amico di Picassoe ne segue stilisticamente il primo periodo, quello cosiddetto "Blu".
Dal 1969 vive stabilmente a Roma, nella leggendaria via Margutta, la strada dei pittori, con la sua compagna Marta Marzotto, la splendida contessa ex mondina e modella. E' il periodo – per così dire - intimo dell'artista. Inizia ora infatti una serie di quadri prettamente autobiografici, tra i quali spicca forse uno dei suoi capolavori, Strega Malinconica, del 1982.   Fra i suoi capolavori c'è anche da ricordare la Notte di Gibellina.  
Dal 1953 trascorre lunghi soggiorni estivi a Velate, in provincia di Varese, dove trovarono ispirazione molti suoi quadri: per la terza cappella del sacro Monte dipingerà nel 1983 La Fuga in Egitto. Comincia una lunga serie di mostre nelle più prestigiose gallerie europee. Nel 1985 viene consacrato pittore di fama internazionale dalle mostre di Palazzo Reale a Milano e di Palazzo Comitini a Palermo.
Guttuso è un pittore che nonostante viva in un lasso di tempo fitto di mutamenti, sociali e culturali, e nonostante li viva tutti da assoluto protagonista, non cambia il proprio stile figurativo. Rimane in fondo sempre il pittore illuminato dalla sua rigogliosa e stellante Sicilia. La sua umanità è dipinta sempre con un tortuoso plasticismo.
Nella forma umana, nervosa e tesa, ma sempre riconoscibile, e che lui concentra nella tela, c'è già tutto il dolore del mondo.
Muore a Roma il 18 Gennaio del 1987.

 

Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.

Marco (15:15)