GAULLI Giovanni Battista detto BACICCIO

Giovan Battista Gaulli detto Baciccio o Baciccia
(Genova 1639 - Roma 1709), pittore italiano.

Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio o il Baciccia, formatosi a Genova (fu allievo di Luciano Borzone) conobbe l'arte di Pieter Paul Rubens e Antoon van Dyck. Si trasferì nel 1657 a Roma per studiare le opere di Raffaello e lavorò per un periodo per il mercante d'arte genovese Pellegrino Peri, che lo mise in contatto con Gian Lorenzo Bernini, del quale divenne uno dei più dotati collaboratori. Tra le sue prime opere si colloca la pala con la Madonna e i Santi Rocco e Antonio Abate (1660-1661), realizzata per la chiesa di San Rocco ed oggi conservata nella relativa sacrestia. Grazie agli insegnamenti e all'amicizia del Bernini, divenne ben presto il più apprezzato pittore romano insieme a Carlo Maratta, il maggiore interprete pittorico dello stile dello scultore romano, affermandosi come decoratore dopo la morte di Pietro da Cortona, avvenuta nel 1669.
Tramite il Bernini ottenne, su commissione della famiglia Pamphilj, la possibilità di decorare i pennacchi della cupola di Sant'Agnese in Agone (dal cui cantiere Borromini era appena stato estromesso; 1668 - 1672). Nel 1669, durante l'elaborazione del progetto, si recò a Parma per studiare le cupole di Correggio, dal quale rimase notevolmente influenzato, poi ritornò a Roma.
Bernini gli fece conoscere il cardinale Flavio Chigi, nipote di papa Alessandro VII, per il quale disegnò nel 1664 la facciata di Palazzo Odescalchi.  Il cardinale gli commissionò numerose opere, tra cui le Lamentazioni di Maria sul Cristo morto (1667, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica), l'ovale con Diana e Endimione (1668, Roma, Palazzo Chigi) e il Riposo durante la fuga in Egitto (1669, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica).
Decorò tra il 1671 e il 1672, per papa Clemente X Altieri, la cappella di famiglia in Santa Maria sopra Minerva.
L'anno successivo, grazie all'intervento di Bernini, fu introdotto presso i Gesuiti, dai quali ricevette l'incarico di eseguire la decorazione della cupola e delle volte della chiesa del Gesù (Il trionfo del nome di Gesù, 1672-1685), il presbiterio e la cappella di Sant'Ignazio (che proprio in quegli anni veniva rifatta da Andrea Pozzo e ornata di statue da Pierre Legros). Tali affreschi mostrano la piena acquisizione dell´utilizzo della luce grazie all´influenza che ebbero le opere di Correggio, tradotto in una concezione spaziale decisamente barocca e con una festosità cromatica che caratterizza l´intera produzione dell´artista.
Contemporaneamente continuò a produrre dipinti di soggetto religioso, tra cui la Madonna, il Bambino e Sant'Anna (1675) per la cappella Albertoni in San Francesco a Ripa. Significative dell´uso del colore del Baciccia sono le tele raffiguranti la Predica di S. Francesco Saverio e S. Francesco Saverio battezza una regina orientale relizzate per la chiesa di S. Andrea al Quirinale.
Numerosi bozzetti e disegni preparatori del Baciccia sono conservati a Roma (Galleria Spada, Galleria Nazionale, Accademia di S. Luca (della quale divenne membro nel 1662), il Gesù, Galleria dei Marmi) e a Dusseldorf (Kunstmuseum). Si specializzò nella decorazione a fresco di soffitti, ma eseguì anche numerosi dipinti di soggetto sacro e mitologico e i ritratti di sette pontefici (da Innocenzo X a Clemente XI), di cardinali e prelati, tra cui il cardinale Alfonso Litta, l'abate Giuseppe Renato Imperiali.
Il ciclo del Gesù, impensabile senza il completamento a stucco del ticinese Ercole Antonio Raggi (ma ultimamente è stata ipotizzata la regia di Bernini per l'intero impianto) è unanimemente considerato il capolavoro del Baciccio, per il vorticoso e vertiginoso moto dei personaggi che traboccano illusionisticamente dalla cornice, creando un unicum tra pittura, scultura, e architettura tipicamente barocco. Il Trionfo del nome di Gesù (questo il tema della decorazione della volta) può essere considerato il vero parallelo pittorico del berniniano Altare della Cattedra, fondale prospettico della Basilica di San Pietro. Alla Galleria Spada esiste un bozzetto dell'affresco.
Dopo un breve ritorno in patria, per decorare il palazzo della Repubblica (ma la commissione non ebbe buon esito), il Baciccio rientrò trionfalmente a Roma, dove affrescò la volta della Basilica dei Santi Apostoli con il Cristo in gloria che accoglie i Santi francescani, o Trionfo dell'ordine francescano (1707) e diede inizio, su committenza di papa Clemente XI Albani, ad una serie di cartoni per i mosaici della cappella battesimale della Basilica di San Pietro (dopo la morte fu sostituito da Francesco Trevisani).
Del Gaulli è possibile riscontrare delle opere a San Rocco in Augusteo (Madonna con Bambino e i santi Rocco e Antonio abate, del 1660 circa) a Santa Marta, Santa Maria in Campitelli, Santa Maria Maddalena, Palazzo Chigi, a Genova e ad Ascoli Piceno (Conversione di san Paolo).  Tra i tanti dipinti del Baciccia, che fu anche ritrattista di ottima qualità, troviamo quello di Gian Lorenzo Bernini, suo scopritore e sostenitore.

 

Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni.

Marco (16:9)