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CRIVELLI Carlo



Carlo Crivelli
(Venezia 1430 ca. - Ascoli Piceno 1494 ca.), pittore italo-svizzero.

Carlo Crivelli nacque a Venezia nel 1430 circa, lavorò a Padova, nella bottega di Francesco Squarcione al tempo in cui vi lavorava anche Mantegna, nella sua formazione ebbero grande rilievo anche l’influenza dei Vivari, da cui derivò il gusto classicistico nell’ambientazione architettonica, assimilando in forma personale le maggiori novità introdotte nell’arte da Donatello. Attivo a Fermo lasciò opere caratterizzate da un’estrema cura dei particolari, da un gusto raffinato per il colore e da un disegno minuzioso, che accentua l’espressività e l’intensità drammatica dei soggetti. Molto rappresentativi del suo stile sono i numerosi polittici, tra cui ricordiamo quello del Duomo di Ascoli (1473), nel quale le figure sono dipinte su un fondo in oro il tutto racchiuso in una sfarzosa cornice dorata, mentre nel 1468 Crivelli firma e data - KAROLUS CRIVELLUS VENETUS PINXIT HOC OPUS MCCCLXVIII - un polittico per la chiesa dei SS Lorenzo e Silvestro a Massa Fermana, presso Ascoli, commissionato da un conte Azzolini, di Fermo, e composto di cinque pannelli con al centro la Madonna col Bambino e ai lati i santi Giovanni Battista, Lorenzo, Silvestro e Francesco, di tre cuspidi con l' Annunciata, la Pietà e l' Angelo annunciante e quattro predelle con l' Orazione nell'Orto, la Crocefissione, la Flagellazione e la Resurrezione: curiosamente, la Crocefissione precede, nell'ordine delle predelle, la Flagellazione.  
In queste opere si ravvisa l’eredità della tradizione gotica e al contempo l’influenza delle tendenze rinascimentali nel trattamento dei volumi e della prospettiva. 
Tra le sue tavole più celebri figurano la Madonna della Passione, prima delle opere attribuibile con certezza all’artista, che si trova a Verona nel museo Civico d'arte, nella quale ci mostra come la sua pittura leghi modi rinascimentali, tardo-gotici veneziani con la tendenza all'attrazione dei colori e delle forme ed un certo gusto per la definizione grafica; una pittura che rievoca lo smalto delle icone e dei mosaici bizantini.
Nel 1486, sempre ad Ascoli Piceno, dipinse l’Annunciazione della Vergine chiaramente ispirata al Mantegna..
Tra le altre opere importanti: La Pietà (Pinacoteca di Brera), La Madonna col Bambino e putti con i simboli della Passione, ca 1460 (Verona, Museo di Castelvecchio), Il Cristo morto sorretto dagli angeli (National Gallery di Londra), La Madonna col Bambino (Metropolitan Museum di New York) e la Maddalena, la Pietà  (Pinacoteca Vaticana) e le Lamentazioni per la morte di Cristo 1485 (Museo delle Belle Arti di Boston), San Giorgio e il drago 1470, (Boston, Isabella Stewart Gardner Museum),  Madonna col Bambino, 1470 (Washington, National Gallery).
Il pittore morirà ad Ascoli Piceno nel 1494 circa.

 

e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l'apertura del sepolcro, se ne andò

Matteo (27:60)