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CIRY Michel



Michel Ciry
(La Baule 1919), artista "europeo".

Nato in Francia, a La Baule, frequenta l’Ecole des Arts appliques di Parigi, appena sedicenne incide la sua prima lastra. A vent’anni è chiamato ad esporre al Petit Palais. 
Inizia la sua carriera artistica proprio nel campo della grafica, come incisore e disegnatore, privilegiando l’acquaforte e l’acquatinta rispetto alla litografia.  Compiuti gli studi a Parigi, Michel Ciry esprime una particolare sensibilità per l'incisione ed il contrasto bianco e nero. Nel 1942 inizia a dipingere, continua con incisioni e illustrazioni, espone in varie località d'Europa.  A partire dal 1955 dipinge grandi composizioni religiose, un genere che non lascerà più. Per lui non esistono opere sacre e opere profane, tutta la storia è Storia Sacra. Anche Cristo viene visto da lui come un uomo tra gli uomini, con un viso ordinario che non si distingue dagli altri. Nel 1945 la sua prima personale all'estero gli frutta il "Prix National des Arts" del Belgio. Dal 1942 ha pubblicato in ventisei volumi il suo Diario.
Alunno di Nadia Boulanger, fino al 1958 si è dedicato anche alla composizione musicale, scrivendo melodie ispirate a poesie di Rilke, Mallarmé e Valéry.
È membro dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze, città in cui nel 1972 ottiene il primo posto alla Biennale. In Italia ha già esposto a Torino (1987), Urbino (1994), Milano (2001). "Sempre fedele alla figura umana" (come ebbe a dire di lui François Mauriac), nelle sue acqueforti Ciry privilegia il volto e le mani dell'uomo, perchè è attraverso la luminosità della faccia e la gestualità delle mani che affiora l’interiorità della persona, così porta l'attenzione sull'uomo suggerendo di guardare oltre, cercando l'Archetipo di ogni volto, cercando l'Uomo della Croce.
Molte sono le ragioni per definire Michel Ciry artista "europeo".  La sua ricerca coinvolge continuamente personaggi e filoni di pensiero che all'identità culturale dell'Europa hanno dato contributi rilevanti. Michel Ciry ripercorre criticamente idee e movimenti; dal francescanesimo - il S. Francesco di Ciry è un uomo "europeo" moderno - al cristianesimo sofferto di Pascal e, in tempi più vicini a noi, di Bernanos.
Queste figure emblematiche, legate da un comune denominatore, costituiscono interpretazioni diverse di quella cultura cristiana che, certamente non sola, ha dato e da contributi alla identità europea.  I suoi soggetti, infatti, non sono mai dei “personaggi”, ma delle persone e la ripetizione degli stessi temi è da intendersi come un rigoroso lavoro di approfondimento. Dal tratto mistico e insieme realistico, dalla deliberata figuratività in controtendenza rispetto al Novecento, ma in piena coerenza con le radici della cultura europea e le tecniche trasmesse dalla tradizione, la singolarità della sua posizione fa di Michel Ciry un artista volontariamente solitario, che non cede ai compromessi, né alle scorciatoie commerciali o all’effimero delle mode. 
L'ispirazione artistica di Michel Ciry ha matrici nordeuropee. È significativo che l'artista nasca incisore e disegnatore; il suo segno è di una espressività straordinaria; esso è certamente segnato dalla cultura grafica francese più recente ma le sue "linee" nel disegno e le sue "sfumature" nelle acqueforti si lasciano riportare alla grande tradizione di Durer e, per certi aspetti, di Rembrandt.

 

Questi comprò un lenzuolo e, tratto Gesù giù dalla croce, lo avvolse nel panno, lo pose in una tomba scavata nella roccia; poi rotolò una pietra contro l'apertura del sepolcro.

Marco (15:46)