BUGLIONI Santi



Santi Buglioni
(Firenze 1494 - 1576), artista italiano.

Formatosi a fianco dello zio paterno Benedetto, Santi Buglioni collabora con lui fino alla sua scomparsa (1521), ereditando le commissioni incompiute e prendendo campo in maniera sempre più autorevole nell'ambiente artistico fiorentino; la sua definitiva affermazione avviene in seguito alla morte di Giovanni Della Robbia (1529), ultimo capobottega di Via Guelfa, quando rimane erede incontrastato del "segreto" robbiano. Rispetto agli stereotipati schemi del maestro, Santi, influenzato dalle nuove tendenze del manierismo, mostra fin da subito la predilezione per forme più ricercate e virtuosismi tecnici, che emergono già nelle prime opere di collaborazione, come il lavabo nella chiesa di Niccolò di Tolentino a Prato.
Fra le prime opere che esprimono uno stile ormai maturo, riconoscibile nella raffinatezza dei dettagli e nell'elegante gestualità delle figure, è la pala dell'altare maggiore della chiesa di Sant'Angelo a Badia Tedalda, eseguita verso la metà degli anni venti. Allo stesso periodo è riconducibile anche la pala policroma con San Pietro e San Paolo adoranti l'Eucarestia in Santa Maria a La Panca, cui seguirà la Deposizione di Montedoglio a La Verna.
Tra le numerose pale riferibili al terzo e quarto decennio del secolo ricordiamo: due Noli me tangere al Bargello di Firenze (1520-25, 1530-40), l'altare con la Madonna col Bambino tra San Rocco e San Sebastiano nell'oratorio della Madonna del Ponte a Stia (1531), e la Madonna col Bambino tra i Santi Jacopo Maggiore e Giovanni Gualberto nel monastero di Vallombrosa, dove maggiormente evidente è l'adesione ai moduli manieristi, che si inanimano nella torsione delle figure dei santi e nella scomposta posizione del Bambino.
Dal 1526 al 1528 Santi Buglioni è a Pistoia, chiamato da Leonardo Buonafede che gli commissiona la realizzazione del fregio invetriato che corre lungo la facciata del portico dello Spedale del Ceppo, senz'altro l'incarico di maggior prestigio ricevuto dall'artista; si tratta di un complesso ciclo iconografico che narra le Sette opere della Misericordia, all'esecuzione del quale prende parte anche Giovanni della Robbia con i medaglioni dell'ordine inferiore raffiguranti stemmi e scene mariane. Ancora nei decenni centrali del Cinquecento la bottega dei Buglioni, nella quale si va formando il figlio Michelangelo Domenico, ferve di attività, lavorando prevalentemente a commissioni che vengono da chiese e oratori dei centri periferici, spesso attardati nel gusto e nelle mode già superati in città.
Dalla metà del secolo l'attività dello scultore è per lo più rivolta a soddisfare la committenza medicea. Nel 1539 collabora con il Tribolo alla realizzazione del monumento equestre di Giovanni delle Bande Nere e su disegno dello stesso Tribolo esegue il pavimento in cotto della Biblioteca Laurenziana di Firenze. A partire dal 1551 fa parte della squadra di artisti impegnati nella ristrutturazione di Palazzo Vecchio, dove riveste di cotto i pavimenti di numerosi ambienti. Con la sua morte, nel 1576, giunge al traguardo finale la lunga tradizione fiorentina della terracotta invetriata.

 

e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l'apertura del sepolcro, se ne andò

Matteo (27:60)