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ANTELAMI Benedetto



Benedetto Antelami
(Val d'Intelvi ca 1150 - ca1230), architetto e scultore italiano.

Il cognome Antelami (Intelvi, valle comasca, patria di una corporazione genovese di costruttori, i "magistri antelami") accerta che l’artista, poi rivelatosi scultore, era di professione architetto e proveniva da Genova. Le strette relazioni commerciali di Genova con Narbona, Saint-Gilles ed Arles rendono storicamente comprensibile l'educazione provenzale del maestro, che svolge il suo apprendistato, con tutta probabilità, nel cantiere del chiostro di St.Trophime ad Arles, dove gli viene attribuito almeno un capitello del lato orientale, databile al 1170-1175.
Il nome dello scultore-architetto compare per la prima volta, con la data del 1178, sul rilievo della Deposizione dalla Croce nel Duomo di Parma (che reca un'iscrizione con la data e il suo nome: «Antelami dictus fuit hic Benedictus») e una seconda volta, con la data 1196, sull’architrave del portale maggiore del Battistero di Parma. Queste due opere hanno consentito, nonostante l'assenza di altre notizie, di ricostruire l’opera del maestro.  È ormai assodato che il rilievo della Deposizione faceva parte del parapetto di un pontile, distrutto nel 1556, di cui rimangono ancora, nel Museo di Antichità di Parma, tre capitelli istoriati e, nella cappella Berneri in Duomo, quattro leoni stilofori. Sempre nel Duomo di Parma, va ritenuta opera un poco più tarda dell’Antelami anche la Cattedra Vescovile, con due rilievi sugli specchi laterali (S.Giorgio e Conversione di S.Paolo).
La Deposizione dalla Croce si svolge entro una preziosa incorniciatura a niello (intaglio metallico), dove però il serrato schieramento dei personaggi si dirada al centro per far campeggiare, contro il fondo, la dolente curva del corpo di Cristo che teneramente viene accolto tra le braccia protese di Nicodemo. Ed è in questa commossa adesione al contenuto patetico dell'episodio che si rivela l'accento personale dello scultore, palese altresì nella compostezza delle Pie Donne nell'intenta gravità con cui i soldati si sorteggiano la tunica del Redentore.
Successivamente, intorno al 1196, l'Antelami attese alla decorazione figurata del Battistero di Parma, di cui probabilmente fu anche l'architetto. Essa, nel suo insieme, costituisce un organico ciclo ispirato alle vicende e al destino dell'uomo in rapporto ai sacri misteri della religione cristiana e alla luce della concordanza tra l'Antico e il Nuovo Testamento. Nelle lunette esterne dei tre portali sono rappresentati rispettivamente l'Adorazione dei Magi (Portale detto «della Vergine»); il Giudizio Finale (Portale «della Redenzione»: è la prima volta che viene raffigurato nella scultura italiana un tema tanto frequente nelle Cattedrali d'Oltralpe) e una Allegoria della Vita (Portale «della V'ita») tratta dalla nota leggenda orientale di Barlaam che, inseguito da un unicorno simboleggiante la morte, si rifugia sopra un albero di cui due roditori - immagini del Giorno e della Notte - stanno recidendo il fusto alla base. A tali figurazioni corrispondono quelle nelle lunette interne, con la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio e David che suona la cetra (di un seguace dell'Antelami).
Gli sono attribuite anche alcune sculture della facciata del Duomo di Borgo San Donnino (oggi Fidenza): tutto intorno all'esterno dell'edificio corre una fascia di formelle con scolpiti animali fantastici derivati dai «Bestiari» medievali, Vizi e Virtù contrapposti, e sopra, entro nicchie che si aprono nelle arcate cieche, le statue a tutto tondo dei profeti David ed Ezechiele e dell'Incontro di Salomone con la regina di Saba che sono tra i capolavori dell'Antelami per il rapporto tra la loro salda struttura a blocco e la vibrante sensibilità lineare nel trattamento dei panneggi.
Le ultime fatiche del maestro, dopo la sua opera di architetto e di scultore a Borgo S. Donnino e dopo un nuovo viaggio probabilmente nella Francia del Nord, sono la costruzione e la decorazione scultorea della chiesa e dell'Abbazia di S. Andrea a Vercelli, edificate dal 1219 al 1225 (lunetta portale maggiore e ambone, oggi in frammenti nel Museo Leone a Vercelli).

 

Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: 'Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro'»

Giovanni (20:17)