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ALTICHIERI (o Altichiero o Aldighieri) da ZEVIO



Altichiero da Zevio
(Zevio (VR) ca 1330 - Verona ca 1390), pittore italiano.

Figlio di Domenico da Zevio, fu dal Vasari chiamato Aldigeri da Zevio.
Discepolo del Turone, subì a Padova l’influsso dell'arte di Giotto. Il suo nome è accomunato con quello di un altro grande pittore veronese: Jacopo Avanzo. Con la collaborazione di quest'ultimo eseguiva le celebrate opere di S. Felice e S. Giacomo nella basilica padovana di S. Antonio.  La critica d’ogni tempo si è sbizzarrita nell'attribuire ora all'uno ora all'altro maestro le varie parti dell'opera insigne, ma senza venire ad una pacifica conclusione. La Crocifissione, parte saliente dell'opera, è in ogni modo dell'Altichieri  (1374-78). Uscendo dalla Basilica, a sinistra del sagrato si trova l'Oratorio di San Giorgio, cappella gentilizia della nobile famiglia Lupi di Soragna (marchesi), adiacente alla basilica antoniana, fu eretto nel 1377  come cappella funeraria ed affrescata da Altichiero con le storie di Cristo (Crocifissione) di Maria (Incoronazione) di San Giorgio (Decollazione) di Santa Caterina e di Santa Lucia.  In quel tempo il pittore veronese giunge anche nel capoluogo altoatesino, però del suo passaggio in Alto Adige rimane soltanto la piacevole Madonna votiva di Castelbarco (1379) affrescata nella chiesa dei Domenicani di Bolzano.

Secondo il Vasari, l’Altichieri avrebbe dipinto alla Corte Scaligera La guerra di Gerusalemme secondo Giuseppe Ebreo, nonché vari medaglioni con Ritratti di Signori della Scala e del Petrarca. Di queste opere che il Sanudo dice di aver vedute nel 1483, non è rimasta traccia.
È attribuito all'Altichieri l'affresco della tomba di Dotto nella chiesa degli Eremitani a Padova. In Verona di sicuramente suo abbiamo il celebre affresco della Cappella Cavalli in S. Anastasia.
Alla sua scuola sono attribuiti affreschi in S. Fermo, S. Zeno e S. Giorgetto. Nella Museo di Castelvecchio si trovano: La Crocifissione della Trinità, Il giullare davanti al Volto Santo e La Madonna in trono fra i Santi.
Secondo Marc'Antonio Michiel (Anonimo Morelliano), Altichiero avrebbe dipinto nella Sala dei Giganti del Palazzo della Ragione di Padova un originale affresco del Quattrocento (I XII Imperatori Romani) opera però scomparsa, del quale si può ammirarne un solo frammento rimasto, un magnifico ritratto di Francesco Petrarca, ritenuto uno dei più somiglianti al poeta.

 

Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.

Giovanni (2:22)